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Guidizzolo
Pestato dall’amico mentre l’altro riprende col cellulare
pubblicato il 7 dicembre 2018 alle ore 11:25
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Pestato dall’amico mentre l’altro riprende col cellulare

Guidizzolo Pestato per futili motivi da un suo “amichetto”, sempre che così lo si possa definire, mentre l’altro compare riprendeva la scena con un cellulare. Protagonisti tre ragazzini italiani sui 16 anni: ad avere la peggio il ragazzino malmenato, finito al pronto soccorso dell’ospedale di Castiglione con gravi traumi al volto e con una prognosi di 30 giorni. Gli altri due, invece, sono stati entrambi denunciati e la vicenda è in mano alla procura di minori di Brescia.
Il fatto è accaduto alcuni giorni fa al parchetto che si trova tra via dei Gonzaga e via Learco Guerra. Tra i tre, amici e conoscenti da tempo, a quanto pare da qualche tempo non corre buon sangue. I motivi all’apparenza non sono particolarmente gravi: forse una ragazzina, forse altre ragioni. Sta di fatto che ad un tratto due dei tre ragazzini iniziano a malmenarsi. E, l’altro, invece che intervenire per cercare di dividere i due contendenti, pensa bene di riprendere tutta la scena con il cellulare, come se fosse uno spettacolo. Uno dei due giovanissimi, nella rissa, viene colpito al volto dall’altro: probabilmente quest’ultimo indossa un anello e ferisce gravemente allo zigomo l’altro “amico”. Non è ben chiaro chi dia l’allarme: ma sta di fatto che sul posto arriva il 118 che porta all’ospedale di Castiglione il 16enne appena colpito al viso. Qui, vista la situazione, il ragazzino spiega l’accaduto ai medici, che chiamano subito i carabinieri i quali si precipitano a loro volta sul posto.
Una volta raccolte le informazioni e resa nota la prognosi di 30 giorni per le ferite al volto subite dal ragazzino, scatta immediata l’indagine con la denuncia per gli altri due amici (quello che aveva sferrato il pugno e quello che riprendeva la scena con il telefono cellulare) e la palla passa alla procura dei minori di Brescia. Il cellulare sarebbe stato posto sotto sequestro e il video dell’aggressione visionato dai carabinieri nell’ambito delle indagini subito avviate.

Giovanni Bernardi
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