Cronaca
Nuova onorificenza per Petrit Kozeli
Da commendatore del papa a ufficiale italiano
pubblicato il 7 dicembre 2018 alle ore 11:22
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Da commendatore del papa a ufficiale italiano

Mantova«Per sapere cosa vuol dire essere cittadini italiani, non venite nel mio ufficio, ma andate dal calzolaio di via Orefici», aveva detto il direttore del centro educazione interculturale  Gabriele Gabrieli. E mai parole sono state più aderenti al vero, dato che quel calzolaio,  Petrit Kozeli, i suoi riconoscimenti di italianità  li ritrova ben al di là della nascita albanese. Li ritrova in valori di cui la stessa italianità ha fatto di sé bandiera,  e che oggi si traducono per Petrit in una ennesima onorificienza. Il presidente della Repubblica lo ha nominato “Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana” (benemerenza che gli verrà consegnata lunedì in Prefettura dal dottor  Sandro Lombardi).
“Camminiamo insieme” materializzando la parola pace in una scarpa-simbolo del cammino dei popoli è il messaggio lanciato dalla piccola bottega di via Orefici ai potenti di tutto il mondo. Un messaggio che colpisce per la forza della sua semplicità, e che non era sfuggito al presidente Napolitano, che aveva onorato Kozeli del titolo onorifico “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica. Né era sfuggito a papa Francesco, che da Petrit ricevette le “scarpe della pace” dal calzolaio italo-albanese, sempre nel segno del “Camminiamo insieme”. La bella lettera di ringraziamento del pontefice  pochi mesi dopo si sarebbe  tradotta  in uno dei cinque titoli più alti del Vaticano: “Commendatore dell’Ordine San Silvestro Papa”. Date queste premesse, non  poteva a sfuggire neanche agli occhi del altro attuale presidente Sergio Mattarellaquel passo carico di speranza e amore che si contempla nella scarpa simbolica di Kozeli. Lo stato italiano che ha già conferito il cavalierato, oggi onora Petrit con un altro titolo onorifico, ancora più alto: a lui tocca l’onorificenza di “Ufficiale al Merito”. È Il simbolo di un’integrazione perfetta. È Il simbolo per la pace nel mondo È lui che ha ricevuto due lettere, tre titoli e ad avere incontrato papa Francesco. È lui, Petrit,  che ha dato rispetto e gratitudine al nostro popolo e  alla nostra nazione che lo ha accolto, e che con orgoglio – ma senza supponenza – dedica le sue onorificenze a tutti quanti si comportano con dignità e onestà in questo paese. Per lui, le onorificenze conferite non sono glorie e protagonismo, ma umiltà e semplicità. 
Petrit, dice sorridendo con umiltà,  che ogni giorno riceve «tante onorificenze»: sono i suoi clienti che lo ammirano e  rispettano  per il suo lavoro. Come disse lui stesso  durante la cerimonia di consegna della commenda della Santa Sede, non si sente per nulla “protagonista”, ma  «strumento dei valori di questi due Stati». E a tutti, «Buona camminata per un mondo migliore».

Redazione cronaca
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