Provincia
Il Tar respinge la richiesta di sospensiva di alcune aziende
Ponte di Casalmaggiore: via libera ai lavori
pubblicato il 6 dicembre 2018 alle ore 13:24
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Ponte di Casalmaggiore: via libera ai lavori

Casalmaggiore I lavori per la sistemazione del ponte di Casalmaggiore non subiranno ulteriori ritardi: nella giornata di ieri, infatti, il Tar di Parma ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da Edilmecos srl in proprio e associazione temporanea d’imprese con L&C Lavori e Costruzioni srl e Edil 2000 srl contro l’aggiudicazione dell’opera. Un verdetto estremamente importante che scongiura definitivamente lo scenario di un intervento procrastinato per la manutenzione di un opera imprescindibile, raccordo viabilistico fondamentale per un territorio drammaticamente penalizzato dal giorno della sua chiusura. Il prossimo 30 aprile invece si terrà la trattazione del ricorso. Per quella data, tuttavia, i lavori potrebbero essere già conclusi. In un primo momento sembrava che il Tar parmense dovesse esprimersi tra oggi e domani. Verso le 17 di ieri, invece, è stato reso noto il dispositivo.
A partire dalla fine di dicembre quindi i lavori potranno iniziare. Con grande sollievo dei sindaci Filippo Bongiovanni (Casalmaggiore) e  Michela Canova (Colorno). «È una bellissima notizia per tutto il territorio - afferma il primo cittadino casalasco -. Ora la palla passa alla Provincia di Parma, chiamata a far attivare quanto prima la società vincitrice del bando così da partire con i lavori il prima possibile».
Sempre nella giornata di ieri il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli, tramite i propri account social, ha anticipato che l’esecutivo in carica ha stanziato, nel contesto della legge di bilancio, 250 milioni su cinque anni per la manutenzione dei ponti esistenti e per la realizzazione di opere sostitutive. “Lo avevamo promesso e l'abbiamo fatto - ha esordito Toninelli su Facebook -. In legge di bilancio abbiamo inserito, durante l’esame in commissione alla Camera, una norma che stanzia le prime risorse necessarie per mettere in sicurezza i ponti sul Po che sono in condizioni di degrado. Parliamo di 250 milioni di euro in cinque anni, 50 milioni l’anno, da ripartire tra città metropolitane, Province e Anas per la manutenzione dei ponti esistenti e malandati e la realizzazione di nuovi ponti sostitutivi. Ora sta al Parlamento, nei prossimi passaggi della manovra, voler confermare questa importantissima misura, necessaria per una delle nostre priorità: mettere in sicurezza le infrastrutture che collegano i territori bagnati dai circa 650 km di lunghezza del fiume Po. La manutenzione dell’esistente - ha rimarcato il ministro - è la prima grande opera di cui il Paese ha bisogno. La nostra, la mia parola d'ordine. Continueremo a lavorare per raggiungere questo obiettivo

l.c.
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