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Calcio Serie D
Mantova, parla Ferrari: "Il gol sotto la Te? Due giorni per riprendermi"
pubblicato il 5 dicembre 2018 alle ore 23:18
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Il gol di Ferrari al Rezzato

Mantova Cosa significa segnare sotto la curva Te nel match più atteso dell’anno? Nessuno meglio di  Nicola Ferrari, autore del primo gol del Mantova contro il Rezzato, può rispondere a questa domanda. «Significa ritrovarsi addosso una scarica di adrenalina pazzesca - racconta - . Ci ho messo due giorni per riprendermi». La chiacchierata con l’attaccante emiliano, dunque, non può che partire da qui.
 Diciamo che non potevi scegliere occasione migliore per il tuo primo gol sotto la Te...
«Verissimo. Credo si sia visto dall’esultanza: era una partita sentita, in un contesto particolare. Tutti abbiamo capito quanto l’ambiente ci tenesse a battere il Rezzato, e lo stesso mister ha saputo motivarci al meglio. Quando sono entrato in campo ero davvero carico».
 Il gol è stato pure bello. E per poco hai mancato la doppietta...
«Sì, l’1-0 è stato il frutto di una di quelle azioni che piacciono al mister: Scotto che aggredisce il difensore, gli soffia palla e mi fornisce un assist perfetto. Per quanto riguarda il gol sbagliato nel secondo tempo, l’ho colpita troppo sotto ed è finita alta. Mi è spiaciuto molto».
 È stato il Mantova più bello visto finora?
«Considerando l’avversario, direi di sì. Abbiamo messo sotto il Rezzato sotto tutti i punti di vista. Perfino qualche loro giocatore ci ha chiesto come facessimo a correre così tanto per tutta la partita».
 Ora che avete giocato contro tutte le pretendenti alla C, qual è secondo te la migliore?
«Il Como. Del resto, non scordiamoci che è stato allestito per un eventuale ripescaggio in C. Ma nel calcio ci vuole altro per vincere».
 Ovvero?
«Dipende dall’ambiente, dall’allenatore, dal suo staff, dalla società, dalla compattezza del gruppo. Ecco, io penso che se il Mantova è primo in classifica, è proprio grazie a queste componenti. Lo stesso Setti ci ha dato una carica incredibile sabato mattina».
 Qual è il rischio in questi casi?
«Non ne vedo. Siamo sulla strada giusta, dobbiamo solo continuare a percorrerla, senza mai abbassare la guardia e con la voglia di migliorarci. Perchè, come dice il mister, abbiamo ancora parecchi margini di crescita».
 Ora vi aspettano tre gare in una settimana...
«Molto bene. Più si gioca e più ci piace. Anche perchè siamo in tanti e tutti possono trovare il loro spazio».
 Domenica a Darfo affronterete la miglior difesa del girone. Una prova in più per voi attaccanti, no?
«Già. Ma... stiamo lavorando per superarla. E non dico di più (ride,  ndr).
 Come sta andando la tua stagione?
«Ho fatto un po’ fatica all’inizio, ma io sono abituato a partire col freno a mano tirato. Sono un diesel».
 Ora hai preso a segnare con continuità...
«Sono contento. Voglio continuare così».
 Come vivi il (presunto) dualismo con Altinier?
«È un dualismo sano. Come abbiamo dimostrato col Rezzato, c’è spazio per tutti e due. E io sono stato il primo a congratularmi con lui per il gol del 2-0».
 I tifosi ti apprezzano molto: non è da tutti uscire dal campo sommerso dagli applausi...
«In tutte le città dove ho giocato mi hanno voluto bene. Sono un combattente e forse la gente me lo riconosce».
 Sei al quinto anno consecutivo in D: ti manca la C?
«Beh, giocare a Mantova è come essere in C, se non più su. Detto ciò, mi manca soprattutto il conquistarmela, la C. Chissà che stavolta...».

Redazione Sport
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