Cronaca
Incontro con la comunità
Appello del vescovo: "Diamo speranza ai giovani"
pubblicato il 19 marzo 2018 alle ore 09:06
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Autorità presenti nell’aula magna del seminario (foto Barlera)

Mantova - In occasione dell'odierna ricorrenza di Sant’Anselmo, patrono della città di Mantova, si è tenuto sabato 17 marzo il discorso alla città, da parte del vescovo Marco Busca. Presenti diversi esponenti dell’industria, della politica e delle istituzioni tra cui il Prefetto Sandro Lombardi. Il vescovo ha voluto rivolgersi ai giovani con un discorso che ha fatto una fotografia reale sulle criticità sociali che vivono quotidianamente i giovani stessi. Le parole di Busca sono state ispirate da una ricerca effettuata dalla Caritas Diocesana, sulla situazione giovanile mantovana. L’indagine ha portato a suddividere i giovani mantovani per l’80% tra surfisti, correntisti, accorti. Il rimanente 20% tra inerti, rabbiosi e anarchici. «Viviamo in una società accelerata ed essere giovani, oggi non è facile - ha commentato Busca -. La ricerca ha evidenziato una generazione di giovani sempre connessa e latente nelle relazioni». Poi c’è il rovescio della medaglia: «Ci sono giovani che magari hanno anche intenzione di mettere su famiglia, ma impossibilitati a causa di una situazione economica instabile, aggravata dalla crisi». Si è parlato quindi di lavoro, uno dei temi caldi, sollevati dai giovani coinvolti da parte del team che ha effettuato la ricerca. «Ai giovani - come ha affermato Busca - non spaventa l’impegno, ma spaventa l’impegno a vuoto e quindi la difficoltà ad immaginare il proprio futuro. I giovani rischiano di vivere nell’ansia e nell’insicurezza. Oggi ai giovani è richiesta un alto grado di formazione, che toglie spazio all’esperienza». Mancanza di certezze, che costringono i giovani a cercare lavoro lontano dalle proprie città d’origine o addirittura all’estero. E la realtà mantovana non si discosta molto da quella del Paese. Busca ha poi rivolto un appello anche al mondo degli adulti: «Dobbiamo ridare speranza ai giovani e lo si può fare dando dignità all’età adulta, senza ostacolare il passaggio generazionale. Quelli dei giovani e degli adulti sono due mondi che si devono aprire l’uno verso l’altro».

Tommaso Bellini

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