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La provincia virgiliana protagonista di Novecento
Addio a Bertolucci, portò Mantova tra i capolavori del cinema
pubblicato il 27 novembre 2018 alle ore 12:06
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Addio a Bertolucci, portò Mantova tra i capolavori del cinema

Mantova  Un regista visionario, un intellettuale vecchio stile, ma soprattutto un autentico sognatore. Questo era Bernardo Bertolucci, scomparso ieri all’età di 77 anni, dopo una dolorosa malattia che lo affliggeva da anni. Con le sue opere, ha rivoluzionato il modo di fare e di concepire il cinema, trasponendo sul grande schermo tragedie di ideali frantumati, di uomini e donne che si amano lottando, raccontando con impeto pagine vivide di storia politico-sociale, inquietudini giovanili, amore, vita e morte.  La sua figura, che ha varcato i confini nazionali (ne sono la  prova i nove Premi Oscar ottenuti per “L’ultimo imperatore” e il dibattito suscitato a livello mondiale da “Ultimo tango a Parigi”) è legata indissolubilmente al territorio mantovano; nelle nostre terre girò infatti nel 1976 uno dei suoi capolavori assoluti, “Novecento”, la tormentata amicizia tra l’aristocratico Alfredo Berlinghieri e il bracciante Olmo Dalcò, sullo sfondo delle vicende italiane dall’inizio del ventesimo secolo, fino alla liberazione dal nazi-fascismo.  Tra i luoghi ripresi nel film vi sono il Santuario delle Grazie di Curtatone, una villa di San Prospero di Suzzara, il cimitero vecchio di Poggio Rusco dove  venne girata l’esecuzione del fascista Attila, mentre altre sequenze furono filmate a piazza Canossa, nel centro storico.  L’attuale quartiere degli Angeli ha fatto invece da set ad una storica partita, avvenuta durante le riprese del film, tra la troupe di Novecento e quella di Salò di Pasolini, che si sono riunite appositamente per l’occasione, dando vita ad un avvincente match.  Nel cast di “Novecento” figura anche il mantovano Giampietro Fraccari, al centro di uno degli episodi più cruenti dell’opera, con protagonisti Donald Sutherland e Laura Betti. Nel 2011 Bertolucci fu ospite di Festivaletteratura, dando vita insieme al fratello Giuseppe ad un emozionante amarcord, dedicato alla figura del padre Attilio, indimenticato poeta. Nel 2017 la Fondazione Artioli lo scelse come meritevole destinatario dell’Arlecchino d’Oro, ma Bertolucci fu costretto a declinare a causa delle già precarie condizioni di salute. Sempre in quell’anno il Mantovafilmfest, in occasione del decennale della manifestazione, lo omaggiò con una retrospettiva celebrativa.
Nicolò Barretta

 

Sabrina Cavalli
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