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Ad Asola
Grande successo per Romeo e Giulietta
pubblicato il 26 novembre 2018 alle ore 09:53
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Grande successo per Romeo e Giulietta

Asola La rassegna teatrale asolana 2018-2019 “La Bella Stagione” ha preso il via con grande successo al San Carlo con il classico tra i classici, “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare, rivisto e adattato da Manuel Renga e Vittorio Borsari. La produzione è firmata da Chronos3, applauditissima compagnia emergente di brillanti attori, registi e drammaturghi. A Verona, la violenza regna sovrana. Due famiglie covano un’antica rabbia. Due ragazzi sconcertati scelgono l’amore. Un testo eterno che dal 1600 arriva ad oggi. Una favola d’amore e morte amara, ambigua, visionaria e crudelissima, non priva di ironia. Soprattutto profondamente contemporanea. Come nella tradizione del teatro popolare - e del teatro shakespeariano in generale - la tradizione dei luoghi, delle atmosfere, dei tempi si fa nella mente dello spettatore. Pochi elementi scenici che evochino profumi, colori, suoni. Un’evocazione sensoriale di una Verona ricca e dilaniata dalle guerre. Un allestimento fuori dal tempo, proprio perché universale, in cui le parole di Shakespeare, originali nella loro poesia, risuonano nella bocca di Romeo e Giulietta, allora come oggi. La forza di questo testo è immortale e riempie la scena di oggi nello stesso modo in cui la riempiva all’epoca del Bardo. A fianco di Romeo e Giulietta, una musicista e due attori che interpretano tutti gli altri personaggi di questa eterna storia. Non senza tralasciare, ovviamente, la vena di ironia che sottostà a tutto il testo. Perché mettere in scena oggi Romeo & Giulietta? Ci risponde il regista, Manuel Renga: “perché proprio oggi come allora, i giovani immortali di Shakespeare, intrappolati tragicamente tra due famiglie opposte, cercano di modellare un nuovo mondo in mezzo alla violenza delle vecchie scelte e antiche torsioni. Quanto ci appartiene la storia dei due amanti di Verona! Quanto c’è bisogno oggi di un amore puro, sincero e totale come il loro? Quanto bisogno c’è di qualcuno che provi a modellare un mondo un po’ migliore di quello in cui viviamo?”.
 

                                                                  Paolo Zordan
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