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Tu si que vales
Gabrielli strega il pubblico di Canale 5
pubblicato il 26 novembre 2018 alle ore 09:52
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Gabrielli strega il pubblico di Canale 5

Quistello Un “piccolo Paolo Conte” che ha letteralmente lasciato a bocca aperta tutto il pubblico di Canale 5: l’artista quistellese Giorgio Gabrielli è stato uno dei protagonisti assoluti della puntata di sabato di “Tu Si Que Vales”, il popolare talent show che vede come giurati d’eccezione Gerry Scotti, Teo Mammuccari, Maria De Filippi e Rudy Zerbi. E proprio quest’ultimo – notoriamente il giurato più “difficile” e cavilloso – è stato quello più entusiasta per la marionetta portata in scena da Gabrielli: una perfetta riproduzione del cantautore astigiano con tanto di espressioni facciali messe in azione da una pulsantiera meccanica che Giorgio Gabrielli ha inventato 25 anni fa e continuamente perfezionato. «Zerbi mi ha inseguito nel backstage a esibizione finita – ci dice – e mi ha detto che era la prima volta in vita sua che inseguiva qualcuno; e questo perché voleva farsi un “selfie” con la marionetta. Non nascondo che la cosa mi ha fatto un piacere immenso, così come l’accoglienza riservatami dagli autori che mi hanno messo a disposizione un allestimento magnifico; e infine per il fatto che, quando ho portato la marionetta in giro a stringere la mano ai giurati questi si rivolgessero non a me ma a lei, come si fa con una persona in carne e ossa: quell’interazione tra pubblico e marionetta che ricerco sempre nei miei spettacoli». Giorgio Gabrielli passa dunque in finale ma non vi andrà per scelta: «Mi avevano chiesto un altro personaggio dello spettacolo e non c’era il tempo materiale per farne un altro – ci ha spiegato – Ma non ci sono problemi: l’esperienza è stata bellissima ed è stata una bella vetrina per il mio lavoro. Il futuro? Proseguire sulla strada percorsa fino ad ora, e i tanti apprezzamenti riscossi a “Segni d’Infanzia” sono più che incoraggianti, e valorizzare sempre più le iniziative che faremo uscire da quello spazio, chiamato Casa del Burattinaio, che grazie a Comune e Museo di San Benedetto, è stato possibile ricavare all’interno degli spazi dell’abbazia».

 

Nicola Antonietti
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