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La moda da sempre segno di distinzione in Europa
pubblicato il 26 novembre 2018 alle ore 09:51
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La moda da sempre segno di distinzione in Europa

Mantova Sostenere che la moda sia frivola oggi è come dire che il Medioevo è un periodo buio: questa frase assai esplicativa della professoressa Maria Giuseppina Muzzarelli è un po' il sunto della prima giornata di incontri Gonzaga Digitali, appuntamento che mette straordinariamente a disposizione del pubblico la immane quantità di documenti gonzagheschi inerenti vari argomenti. Quest'anno, giunti alla quinta edizione del progetto, si parla di moda e costume, presso l'Archivio di Stato di Mantova, che compie 150 anni.
Balza subito all'attenzione quanto, da sempre, la moda sia sinonimo di distinzione ed emanazione della personalità. Esercizio di lusso e potere. Un tempo solo per le corti e le classi più abbienti, nella contemporaneità per tutti. Almeno a livello di tentativo. Se ora par esser tutti uguali, il che ovviamente non è, ben distinta era la situazione nel passato, come sottolineato dagli accademici succeduti a fungere da relatori.
Innumerevoli nel tempo gli intellettuali di alto lignaggio che si siano sperticati in saggi sulla moda, pensiamo del resto che pochi anni fa ad occuparsi di costume erano Irene Brin e Camilla Cederna.
Fatto sta che, parlando di Gonzaga, i due protagonisti assoluti di vanità, Vincenzo Gonzaga e Isabella d'Este, da sempre abbiano speso capitali pari a quelli consumati per le opere d'arte, al fine di essere non solo all'altezza delle altre corti, bensì di stupire e di dettare moda. Perfino in Francia, dove Isabella, durante una visita, destò l'interesse di tutti grazie alle sue singolari e spettacolari fogge. D'altra parte da Mantova le piavole, bambole vestite come piccoli manichini, viaggiano in tutto il mondo per far conoscere la moda mantovana della marchesa. Perché la globalizzazione non l'ha certo inventata internet. Da sempre, tramite fascinose e commoventi missive, i regnanti di ciascun regno o impero si informavano circa gli outfit dei colleghi di tutto il mondo allora conosciuto.
Così i Gonzaga acquistavano tessuti preziosi, e per preziosi si intende con ricami in fili di oro e d'argento e bottoni gioiello , a Milano, le piume di airone a Venezia, a Praga le pellicce: ermellini, volpi bianche, donnole, linci. Ma la più preziosa restava la rara volpe nera. E il duca Vincenzo Gonzaga avrebbe tanto anelato un cappotto con le pelli di quell'animale. Ne furono trovate colli a Lipsia, ma non scuri, bensì di un argento intenso. Non si sa, perciò, se il desiderio del sovrano potè trovare soddisfacimento.
Meritoria davvero la scelta di approfondire così tanto e talmente bene inestimabili memorie, pur tangibili, dei secoli passati. Che ben ci mostrano come i tempi sian cambiati. Per questo una necessaria esposizione nelle pagine de La Voce Magazine di mercoledì prossimo si rivela d'obbligo. Oggi, dalle 10 in Archivio di Stato, secondo appuntamento con la moda europea dei Gonzaga Digitali, a cura di Marco Belfanti e Daniela Sogliani.

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