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Calcio Serie D - L’intervista
Palma: "Mantova, batti la Liventina e guarda alla vetta"
pubblicato il 9 marzo 2018 alle ore 13:46
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Giuseppe Palma esulta dopo l’unico gol finora messo a segno ad Abano Terme

Mantova - Si è affermato gradualmente come uno dei punti fermi di questo Mantova, fino a diventarne elemento intoccabile. Parliamo di Giuseppe Palma, 24 anni lo scorso 20 gennaio, prodotto del vivaio del Napoli, di cui è rimasto accanito tifoso. Nonostante l’ultimo scivolone con la Roma, dice di credere ancora nello scudetto. Non meno di quanto creda nella rimonta del Mantova verso il primo posto.

Campionato riaperto, Giuseppe?

«Gli ultimi risultati dicono questo. Ma bisogna vincere per forza con la Liventina».

Le gerarchie sembrano saltate: è un ostacolo in più?

«Diciamo che è un avvertimento per noi. Dobbiamo scendere in campo tranquilli e giocare senza foga. Se affronteremo la partita con questa mentalità ce la possiamo fare».

Quale parte della classifica guardi? Le squadre davanti a voi o quelle dietro?

«È doveroso buttare un occhio alle spalle, anche perchè le nostre rivali stanno correndo molto forte. Però sono sincero: io guardo ancora chi ci sta davanti. Credo ancora al primo posto».

La sosta forzata vi ha complicato i piani?

«No. Eravamo pronti la settimana scorsa e siamo pronti adesso. Più carichi di prima».

Come sarà giocare senza Correa?

«Sono sicuro che chi lo sostituirà lo farà al meglio. Lucas resta comunque un perno fondamentale e anche per questa partita ci sta dando dei consigli».

Come giudichi finora la tua esperienza mantovana?

«Premetto che sono molto autocritico. Più che focalizzarmi su quel che ho fatto di buono, cerco di capire dove ho sbagliato e come correggere gli errori. Globalmente sono abbastanza soddisfatto, perchè sto giocando con continuità dopo un inizio stagione in tribuna per colpa di un transfer che non arrivava mai».

Come sei finito a giocare in Lituania?

«Avevo appena cambiato procuratore e sembrava dovessi andare a Castellammare, ma il trasferimento saltò all’ultimo. Rischiavo di star fermo una stagione intera e non potevo accettarlo. Così trovai un altro agente che mi prospettò di giocare 4 mesi allo Zalgiris Kaunas».

Che esperienza è stata?

«Non facilissima. Ma io mi adatto a tutto, e poi si trattava solo di 4 mesi. Sapevo dall’inizio che sarebbe stata una parentesi».

La tua seconda esperienza all’estero è stata in Svizzera. Tutt’altra cosa, no?

«Decisamente. Anche perchè, quando giocavo nel Chiasso, abitavo in Italia, a Como. È stata una bella stagione, vissuta senza troppe pressioni».

E Mantova cosa rappresenta per te?

«Un grande trampolino di lancio. Mantova è una piazza importantissima e che ti dà tanti stimoli. La società poi è seria e finora non ci ha fatto mancare niente. Vorrei restare anche il prossimo anno».

In C o in D?

«Io mi auguro in C. Ma va bene anche la D, purchè si lotti per il vertice».

La tua famiglia ti segue?

«Papà, mamma e sorella sono venuti a inizio campionato, quando perdevamo. Spero abbiano la possibilità di tornare presto e di vedermi esultare! La mia ragazza, invece, studia all’università a Torino e ogni tanto mi raggiunge».

Hai segnato il tuo unico gol ad Abano. Ma ne hai sfiorato uno più bello, in rovesciata, a Legnago...

«Mi è venuto istintivo provarci ma il portiere è stato bravo. Se ricapita ci proverò ancora. Non sono uno che segna spesso, ma c’è bisogno di gol e non mi tirerò indietro».

Gabriele Ghisi

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