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Calcio Serie D
Pecchini: "Mantova, testa alta e niente paura"
pubblicato il 7 marzo 2018 alle ore 14:12
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L’undici del Mantova ad Abano, ultima vittoria esterna di questa stagione. Nel riquadro: Gianluca Pecchini

Mantova - “Guidare a fari spenti nella notte”. Da intenditore musicale, Gianluca Pecchini ricorre alla superba coppia Mogol-Battisti per definire l’atteggiamento che dovrà adottare il Mantova, nelle 9 partite che gli rimangono da qui al 6 maggio. «Del resto - aggiunge - questo campionato è un concentrato di... emozioni». Fuor di metafora, la notizia della domenica è stata la doppia sconfitta di Campodarsego e Vecomp, che ha (forse) riacceso le speranze biancorosse di riacciuffare il primo posto. «Non me l’aspettavo - dice Pecchini - . Sono contento soprattutto per il Legnago e per Spinale (che hanno battuto il Campodarsego, ndr): negli scontri diretti ci avevano tolto 5 punti, ora finalmente ci hanno fatto un favore! Battute a parte, noto che anche la Vecomp arranca, specialmente con le squadre di bassa classifica. Che dire? Rimangono i rimpianti per i tanti punti che abbiamo buttato via. Ma non mi riferisco alle prime tre sconfitte: quelle erano un dazio che dovevamo pagare. Penso piuttosto alle gare in casa col Legnago, col Cjarlins, col Porto Tolle... Ecco, in quei casi è evidente che non siamo riusciti a cogliere l’occasione». Ed ora? Sarà forse troppo tardi? «Non vorrei che si caricasse di eccessiva pressione la partita di sabato 10 marzo con la Liventina - premette il gm biancorosso -. Per questo dirò che andiamo a giocare una partita come le altre. Però, se mi chiedete quale parte della classifica guardi, rispondo le squadre davanti a noi, non quelle dietro. Io credo nell’impresa. Se vincessimo sabato andremmo a -7 dal Campodarsego e sarebbe esaltante. È un campionato che si diverte a rimescolare le gerarchie. Certo, il Mantova rimane in una posizione svantaggiosa, ma non c’è nulla da perdere. Quindi, andiamo avanti, a fari spenti ma a testa alta, senza paura. A Motta mancherà il “fratello maggiore” Correa, però il tasso d’esperienza non ci mancherà e sono convinto che i ragazzi se la caveranno». Le ultime parole di Pecchini sono per il futuro dell’Acm: «Entro il 20 marzo ci riuniremo e faremo il punto della situazione, a livello tecnico e societario. Vedremo cosa emergerà. Intanto, giochiamoci le nostre carte fino alla fine. Ne vale la pena».

Gabriele Ghisi

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