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Calcio Serie D - L’intervista
Cioffi: “Dimostriamo di non essere Correa dipendenti”
pubblicato il 1 marzo 2018 alle ore 13:39
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L’allenatore del Mantova, Renato Cioffi

Mantova - Tre assenze non da poco: Riccò, Guazzo e Correa. È questo l’ostacolo principale che il Mantova dovrà superare sabato 3 marzo a Motta di Livenza. «E dov’è la novità?» si chiede con un sorriso amaro Renato Cioffi. «È tutto l’anno - spiega il mister biancorosso - che ad ogni partita dobbiamo fare i conti con qualche assenza che ci costringe a cambiare. Spero che chi andrà in campo sabato sappia guadagnarsi la pagnotta. È un’opportunità per chi gioca meno». Il tecnico campano è soddisfatto del successo col Calvi. «Mi è piaciuta la voglia, manifestata dalla squadra, di ribaltare il risultato dopo lo svantaggio iniziale. Ci era già successo a Montebelluna, e pure in casa col Cjarlins, anche se poi non abbiamo vinto. Questa capacità di non abbattersi alle prime difficoltà è importante. La partita col Calvi, però, ha mostrato anche degli errori da correggere. Ancora una volta abbiamo subìto un gol su una ripartenza. Ci lavoriamo tutti i giorni, eppure facciamo fatica ad evitare certe situazioni. È una questione di squadra ma anche di singoli. Per esempio col Calvi, così come sul terzo gol preso dalla Vecomp, il contropiede poteva essere fermato con un fallo. In questo dobbiamo essere più astuti». Con le squadre di bassa classifica il Mantova ha dimostrato di cavarsela bene: solo Cjarlins e Montebelluna, alla seconda e terza giornata, hanno battuto i biancorossi. «Quelle tre sconfitte iniziali (la prima è stata con la Vecomp, ndr) le pagheremo fino a fine campionato - recrimina Cioffi - . È come se fossimo partiti da -9. Ma dobbiamo guardare avanti, altrimenti ci ammazziamo. E bisogna tenere alta la guardia: vincere ti fa lavorare meglio ma allo stesso tempo ti aumenta le responsabilità. Quanto alla Liventina, sono queste le squadre che temo di più. Perchè sono insidiose, si chiudono ed è difficile giocarci contro. Invece non vedo l’ora di preparare il match successivo, dopo la sosta, con l’Arzignano. Lo farò con l’allegria e l’entusiasmo che meritano queste squadre che giocano a calcio e quindi ti lasciano a loro volta giocare». Ma dicevamo delle assenze contro la Liventina. Una su tutte: quella di Correa. Non era meglio evitargli la squalifica (cercata per esser sicuri di averlo ad Arzignano) e portarselo perlomeno in panchina, pronto a farlo entrare in caso di bisogno? «No - risponde Cioffi - . Perchè, una volta che lo porti, non puoi lasciarlo in panchina. Quindi, se avessi avuto Correa, l’avrei fatto giocare anche a Motta di Livenza. A questo punto è meglio che si riposi, viste anche le sue condizioni fisiche. E che ritorni al top ad Arzignano». Escluse le prime tre (disgraziatissime) partite, sarà la prima volta del Mantova senza l’argentino: «Cambierà tutto - ammette Cioffi - : il modo di giocare, il tasso d’esperienza, la personalità. Ma non sono preoccupato. Anzi, lo vedo come uno stimolo per gli altri: forse è la volta buona che ci scrolliamo di dosso la convinzione di essere una squadra che dipende da lui». Cioffi, infine, non si espone sul futuro societario: «Cosa mi aspetto dalla riunione dei soci del 10 marzo? Personalmente mi tengo informato leggendo i giornali, a loro non ho mai chiesto nulla. Spero comunque che emerga qualcosa di positivo».

Gabriele Ghisi

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