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Elezioni alla James Bond: "agitate" non "mescolate"
pubblicato il 24 febbraio 2018 alle ore 16:41
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"Antagonisti" e Polizia

Una sola settimana ci separa dal fondamentale appuntamento elettorale del 4 marzo che determinerà le sorti del Belpaese. Un conto alla rovescia che miscela un bicchiere d’ansia con una caraffa d’adrenalina. Un cocktail degno di James Bond. Ricordate: vodka-martini "agitato" non "mescolato". E di agitazione in giro ce n’è parecchia. Tant’è che lo stesso equilibrato Viminale, dall’alto della sua imparzialità, ha dichiarato che in Italia «il clima che si respira alla vigilia delle elezioni è teso, in quanto alimentato dalla retorica di partiti neofascisti e dalle violenze delle ultime settimane». Peccato che il ministro dell'Interno Minniti, che ha invitato “ad abbassare i toni”, si sia dimenticato di dire che la destra si limita solo a rispondere (peraltro raramente) alle continue e nefaste provocazioni dei cosiddetti “antagonisti”, una specie di raggruppamento misto di centri sociali con milizie dell'estrema sinistra anarchica, i quali proseguono nel mettere a ferro e fuoco le città, colpendo e ferendo poliziotti e carabinieri, le nostre valorose Forze dell’Ordine. Basti pensare a quanto è accaduto l’altra sera in centro a Torino: scene di guerriglia urbana da parte di un corteo non autorizzato di sovversivi di estrema sinistra, indiavolati ad imprecare e distruggere il cuore della città, a causa di un normalissimo e democratico appuntamento elettorale del leader di CasaPound, Simone Di Stefano, un politico serio e professionale. Gli attivisti sinistrorsi hanno tentato di sfondare il cordone di sicurezza attaccando gli scudi della polizia che si è limitata (gli ordini dall’alto erano perentori…) a reagire con una piccola carica e usando gli idranti, mentre i facinorosi incendiavano cassonetti e spaccavano tutto ciò che trovavano lungo il cammino. Per non parlare del recente caso di Palermo dove sono stati “fermati” due militanti dell'estrema sinistra per tentato omicidio in seguito alla vile aggressione a Massimo Ursino, segretario provinciale di Forza Nuova.

È facile comprendere da che parte stiano verità e giustizia. Invece i media capitalcomunisti si ostinano a chiamare questi estremisti sinistrorsi: “antifascisti”. Al contrario molte altre persone potrebbero definirli come un’accozzaglia di “com… di mer…”, ovvero di “compagni di merende” (ricordo che nel 2009 la Corte di Cassazione si è espressa sulla liceità del ricorso a codesta locuzione nella dialettica e nella polemica politica, definendola non punibile e non lesiva, ma ammessa nel legittimo diritto di critica). E, signori miei, non so voi, ma personalmente se qualcuno, per strada, mi pianta senza motivo uno sberlone in faccia, io non gli porgo l’altra guancia, poiché anche la Sacra Bibbia è chiara a tal proposito: Esodo 21,24-25 «Occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido». Ed essendo il sottoscritto un fervente cristiano, meglio un crociato, rispetterei senza dubbio la parola del Padreterno.

Nelle ultime settimane abbiamo preso in considerazione numerosi criteri e indubbie valutazioni su come e per chi votare il 4 marzo. Aggiungiamo ora gli ultimi tasselli, sempre partendo da fatti certi (non quelli inventati o perlomeno quotidianamente travisati dai pinocchietti) e analizziamo questa ulteriore sequenza di avvenimenti. I governi che si sono succeduti negli ultimi cinque anni hanno fatto entrare nel nostro Paese una massa sconfinata di migranti clandestini, quindi illegali, versando loro centinaia di milioni di euro attraverso discutibili strutture intermedie, coop rosse e “misericordie”, che si sono costruite un mega-business. Migliaia di questi “profughi” sono stati assoldati dalle mafie, che si sono così procurate nuova manodopera a basso costo, ovvero “picciotti neri” che spacciano droga su tutto il territorio nazionale (lo sappiamo benissimo: si tratta quasi esclusivamente di nordafricani e nigeriani). Camorra e 'ndrangheta usano da anni codeste “risorse” per non mettere in pericolo i loro affiliati e soprattutto per abbattere i costi a favore del consumatore finale (a cui personalmente attribuisco poche colpe) utilizzando questi pusher precari, a piedi, in bicicletta oppure, i più evoluti, in auto. Tutto ciò per quanto riguarda il campo, o meglio la “piantagione” degli stupefacenti, ma nel mondo, soprattutto quello occidentale, sono tre gli affari del secolo: il digitale, la droga e il sesso perverso. E finalmente, anche in quest’ultimo settore di business, sono stati sgretolati altri due “mostri sacri” della subcultura radical chic sinistrorsa: il primo è il pianeta dorato dei magnati e dei famosi artisti liberal-progressisti di Hollywood, dello spettacolo e della moda, a partire dall’emblematico caso Weinstein, per poi espandersi a macchia d’olio putrescente nei salotti buoni dei pinocchietti. Il secondo riguarda invece le “santissime” Ong, prima venerate dalla sinistra, poi scoperte mentre infilavano intere mani nel vasetto della marmellata rossa scaduta: affari milionari con il “traffico di migranti” e persino con la pornopedofilia sfruttando i bambini abbandonati e indifesi vittime delle crisi umanitarie; quei giovanissimi che soffrono maggiormente sul pianeta a causa di disastri naturali, carestie e povertà. Ecco qual è il terrificante e demoniaco lato oscuro dei famosi aiuti umanitari altamente perorati dai soliti pinocchietti. Mi fanno davvero schifo; provo ribrezzo per tutti questi “com… di mer…”, ovvero: “compagni di merende”.

Ricordatevi di tutto ciò il 4 marzo e votate con la testa e la “mano destra”.

Marco Mantovani

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