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Calcio Serie D - Intervista a Di Tanno
“Mantova merita di più, ma dovrebbe ringraziarci”
pubblicato il 22 febbraio 2018 alle ore 13:43
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Il socio di maggioranza relativa del Mantova, Alberto Di Tanno

Mantova - Non nasconde la delusione, Alberto Di Tanno, per gli ultimi risultati che hanno irrimediabilmente allontanato il Mantova dal primo posto. Il socio di maggioranza relativa dell’Acm rivendica comunque la bontà dell’operato della società. E sul futuro conferma il suo impegno, auspicando tuttavia un maggior sostegno dal territorio.

Partiamo dal campo. Deluso dallo 0-0 di Legnago?

«Ovviamente se avessimo vinto sarei stato più contento. Detto ciò, ero molto più deluso dopo la sconfitta in casa col Porto Tolle. Assolutamente immeritata. Ma il calcio è anche questo».

A Legnago, invece, pareggio giusto?

«Ai punti avremmo vinto noi. Ma non stiamo parlando di boxe».

Sta di fatto che la promozione diretta è sfumata...

«A dire il vero i piani di inizio anno nemmeno la prevedevano. La squadra è stata costruita in fretta e furia, e vincere il campionato non era semplice».

Ma in C ci si può arrivare tramite i play off. Intendete giocarvi questa carta?

«Come ha detto Pecchini alla Voce, il 10 marzo ci riuniremo e, in base al rendiconto che ci presenterà Gianluca, valuteremo il da farsi».

Lei cosa si augura?

«Tempo fa dissi che giocare in C per noi sarebbe stato meglio. Ma non decido io, dovrò sentire anche il parere degli altri soci. Qualsiasi scelta faremo, sarà comunque una scelta sostenibile. Non faremo mai il passo più lungo della gamba».

La piazza mugugna, chiede di più...

«La piazza merita di più a livello di categoria, su questo non c’è dubbio. Ma per crescere ci vorrebbe maggiore partecipazione dal territorio e dalle sue forze imprenditoriali».

Questa partecipazione finora non l’avete rilevata?

«Non nella misura che servirebbe per puntare a una crescita consistente. Qui tutti parlano ma di concreto nessuno fa niente. Noi comunque ci siamo: chiunque abbia un progetto più valido e ambizioso del nostro si faccia avanti e ne discutiamo».

Se questo non accadesse, andreste avanti voi?

«Io posso parlare per me stesso e rispondo di sì. Mi sono appassionato e, pur essendo il più lontano tra i soci dal punto di vista geografico, sono diventato un tifoso».

I supporter mantovani non vi sostengono granchè. Le dispiace?

«Il tifoso fa il tifoso e ha tutto il diritto di esprimere quel che pensa. Poi, se vuole il mio parere, dico che la città dovrebbe essere grata a queste persone che hanno investito 500mila euro, ricostruito una società che non esisteva più e consentito al Mantova di ripartire dalla Serie D e non dalla Terza Categoria. Io credo che vada fatto un applauso all’attuale compagine societaria».

Rifarebbe la scelta di farne parte?

«Certamente. Non ho secondi fini a Mantova, non devo costruire nulla, nessun interesse personale. Se sono qui è per l’amicizia e il rispetto che nutro nei confronti degli altri soci, non per altro».

Ultima domanda: ha ragione Cioffi a lamentarsi delle critiche?

«Cioffi l’ho incontrato poche volte: è un grande professionista e una persona squisita. Altro non mi sento di dire».

Gabriele Ghisi

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