Provincia
Roverbella: l'accusa della minoranza
"Piano Cave: il Comune sapeva delle intenzioni della Provincia"
pubblicato il 5 novembre 2018 alle ore 20:38
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"Piano Cave: il Comune sapeva delle intenzioni della Provincia"

Rovebella  ontinua a fare discutere il nuovo piano cave varato dalla Provincia di Mantova che riconosce nella zona tra Malavicina e Belvedere di Roverbella due imponenti ambiti estrattivi di ghiaia, rispettivamente di 1.450.000 e 1.400.000 metri cubi. Con un’interrogazione congiunta i consiglieri di minoranza  (Mattia Cortesi  e  Nicolò Andrione  per Il gruppo “Roverbella Viva”,  Claudio Nobis  del gruppo Centro-Destra per Roverbella e Daniele Marconcini del Pd) chiedono delucidazioni al sindaco Antonella Annibaletti e alla sua giunta in merito ad alcuni documenti emersi a seguito di un accesso atti che comproverebbero come l’amministrazione fosse da tempo a conoscenza delle intenzioni di Palazzo di Bagno.
«Se pubblicamente la maggioranza di Roverbella ha espresso, unitamente a tutto il consiglio comunale, la propria contrarietà al piano cave dichiarando l’assoluta “non conoscenza” della vicenda, dalla documentazione in nostro possesso si evince in maniera sorprendente che già negli anni 2015 e 2016 il comparto Unioncave di Apindustria aveva informato il Comune sulle proposte di escavazione avanzate alla Provincia di Mantova. In tale documento - rivela Mattia Cortesi - veniva chiesta la creazione di un nuovo Ate (Ambito territoriale di Escavazione) per un volume complessivo di 2.850.000 metri cubi di ghiaia. Non solo. Sempre nel 2016 erano pervenute al protocollo del municipio le comunicazioni di Unioncave, contenenti le effettive proposte formulate alla Provincia di Mantova, organo deputato all’approvazione per il nuovo piano cave in corso di predisposizione. Un’informativa che racchiudeva in modo evidente la specifica richiesta di due ambiti estrattivi all’interno del territorio roverbellese». Secondo gli esponenti delle opposizioni quei documenti facevano già presagire cosa bollisse in pentola, e per tale motivo hanno deciso di sottoscrivere un’interrogazione per sapere «perché l’amministrazione non si è attivata sin da subito informando il consiglio comunale, le associazioni agricole di categoria e soprattutto i cittadini».  «Considerato - aggiunge Cortesi - che come opposizioni abbiamo sempre assunto una posizione di contrarietà sul nuovo piano cave, mantenendo tuttavia un atteggiamento responsabile, collaborativo e propositivo, non nascondiamo che alla luce delle carte in nostro possesso ci sentiamo profondamente amareggiati per la dubbia trasparenza profusa dalla maggioranza». Nel frattempo il Comitato No Cave ha indetto per domani sera (alle ore 20.30 presso la sala civica di Malavicina) una nuova assemblea pubblica per parlare delle criticità ambientali legate al progetto. Il gruppo di cittadini presieduto da  Angela Rachele Guerra chiederà ai nuovi componenti del consiglio provinciale di rivedere il sì al piano cave.

 

Matteo Vincenzi
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