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Una raccolta di scritti
Lettera di una mamma alla figlia che non c'è più
pubblicato il 3 novembre 2018 alle ore 11:52
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Lettera di una mamma alla figlia che non c'è più

Mantova Il legame nasce grazie ad un libro di prossima uscita, entro il mese di novembre, che vede storie di mamme speciali come quella di Laura di Mantova. Dalla condivisione del dolore è nato  “Lettere senza confini” , edito da Edizioni ADV di Firenze con la supervisione del Direttore della Casa Editrice, Maurizio Caracciolo. Sono lettere ai figli scomparsi, a cui viene scritto di quanto il ricordo e ciò che si costruisce in loro nome, possa essere di supporto per un nuovo cammino. 

Ci sono giorni in cui la parola fine mette un doloroso punto nell’anima. È un punto marcato, che oltrepassa il foglio, così come trapassa il cuore. Altri, invece, con la complicità del tempo si caricano di speranza e di voglia di ripartire e modificano il viversi addosso in primi passi per riprendere a “vivere”. E’ quanto hanno fatto 6 mamme, che non si conoscevano. 

Sono Barbara (di Firenze), Giovanna (di Fucecchio),  Laura (di Mantova), Paola (di Firenze), Stefania (di Firenze), ancora Stefania (di Rieti), le mamme di un bimbo mai nato, di Mauro, di  Elena, di Michela, di Lorenzo e di Filippo. 

Al “team” di mamme si è aggiunta Laura che ha contattato la Casa Editrice dopo aver letto di un evento di confronto con le testimonianze di queste mamme nell’ambito del festival “L’Eredità delle Donne”, che si è tenuto a fine settembre a Firenze. 

Laura scrive alla figlia Elena, scomparsa in un incidente stradale. Ripercorre le tappe dell’adozione “ là, a Petrozavodsk, in Carelia, dove la Direttrice dell’Orfanotrofio mi aveva indicato te  mentre giocavi con altri bambini. Questa è Lénocka. Elena  era il nome che avevamo scelto se avessimo avuto una bimba.  Per me era indicibile la gioia di poter adottare una piccola russa,  proprio del  Paese, la cui lingua avevo deciso di studiare all’Università.”. La condivisione è una base per ripartire. Scrive ancora Laura:” In tutte ho visto la voglia di trasformare il proprio dolore  in gesti d’aiuto per gli  altri. L’amore crea amore e le  madri amano la vita, sono fatte per dare la vita”. 

Le sei mamme sono state guidate nel progetto dalla giornalista fiorentina Gaia Simonetti, che ha vissuto un’esperienza personale che imprime una nuova direzione alla vita . (In ambito professionale ha un presente di lavoro come addetto stampa nel calcio, ma con tante iniziative nel sociale grazie al pallone, un libro sull’ex Ct del ciclismo, Franco Ballerini con Alfredo Martini e concorsi letterari vinti).

Redazione eventi
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