Provincia
Ex comunità
I profughi di Casale alla "Pelagallo"
pubblicato il 3 novembre 2018 alle ore 11:44
immagine
I profughi di Casale alla "Pelagallo"

Roncoferraro  Dall’ex birreria all’ex sede della comunità di recupero. È lì che sarà trasferito il gruppo di richiedenti asilo di origine africana che da ormai quasi due anni alloggia a Casale di Roncoferraro dentro il vecchio pub-trattoria di proprietà di una famiglia di Sustinente. Della notizia sembra che pochi fossero a conoscenza, ma in questi giorni i rumors hanno cominciato a trapelare piuttosto insistentemente al punto che il consigliere di opposizione di centrodestra Sergio Rossi ha ritenuto opportuno chiedere lumi al sindaco Federico Baruffaldi . Lo ha fatto attraverso una lettera protocollata in municipio qualche giorno fa. «Apprendiamo che presso gli edifici dell’ex comunità denominata “Pelagallo”, sita in prossimità di Casale, si stanno ultimando i lavori di una struttura che sarà adibita all’accoglienza dei richiedenti asilo attualmente alloggiati nel centro della frazione di Casale. Chiaramente - commenta l’esponente della minoranza consiliare - si tratta di una notizia tanto rilevante quanto sconosciuta ai più, perciò al fine di chiarire i contorni della vicenda e di consentire ai cittadini di venire pienamente informati com’è nel loro diritto e, nondimeno, cogliendo l’occasione per tirare le somme sull’esperienza dei due anni appena trascorsi nell’immobile di Casale, sarebbe cosa buona che il sindaco indicesse, il prima possibile, un’assemblea pubblica». La comunità terapeutica di Pelagallo nasce nel 1982 e appartiene alla rete del C.N.C.A. (Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza). Si trova in via Randaccio a Casale, all’interno di un’antica corte del XVII secolo. Da qualche mese le attività terapeutiche che si svolgevano nella struttura per opera di Energie Solidali si sono trasferite altrove e così la cooperativa che si occupa dell’accoglienza ha colto la palla al balzo per collocarvi gli africani a condizioni economiche più vantaggiose. Una volta terminati i lavori la Prefettura dovrà ricevere le certificazioni relative alla ristrutturazione e solo allora sarà concessa l’agibilità dei locali. «Sarebbe anche utile sapere se verranno semplicemente spostate le quindici persone che si trovano nell’ex birreria o se ne arriveranno altre - osserva Rossi -. Dai responsabili della cooperativa, che speriamo siano presenti all’assemblea con la cittadinanza che promuoviamo, ci aspettiamo di conoscere i progetti di integrazione che intendono promuovere, tra i quali speriamo ve ne sia uno di educazione civica».  Una richiesta non casuale quella di Rossi, perché nell’ultimo anno molti cittadini si sono lamentati della presenza sul cavalcavia di Casale dei profughi senza giubbini catarifrangenti.

Matteo Vincenzi
Commenti