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Noi non torniamo indietro: ma dove andremo a finire?
pubblicato il 28 ottobre 2018 alle ore 22:19
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Noi non torniamo indietro: ma dove andremo a finire?

Mantova  Prosegue il braccio di ferro fra parte del Governo e il resto del mondo. L’Italia di Di Maio&Salvini e del presidente Conte, convinta che la propria strategia sia quella giusta, è sorda alle critiche che piovono da tutte le parti. Primo fra tutti lo spread che a detta di chi se ne intende, sta procurando danni rilevanti ai portafogli di tutti gli italiani. Resistere, resistere: siamo ormai in guerra. E allora, da persone sprovvedute, ci chiediamo, alla maniera dei latini, cui prodest? Ovvero a chi giova questo scontro fratricida? Non c’è la possibilità di un aggiustamento in corsa che abbia il potere di abbassare lo spread e nel contempo alzare le speranze di chi tutti i giorni tira il tram e teme un futuro di incertezze? Non vorremmo che Salvini e Di Maio l’avessero presa di punta e che per orgoglio personale “non torniamo indietro” portassero il paese alla deriva.
Politicamente siamo alle elementari e quindi non in grado di giudicare l’operato di chi sta al Governo: ci limitiamo ad osservare quanto sta succedendo e, superpartes, a riconoscere le buone intenzioni di chi deve legiferare senza per questo negare che pure gli avversari politici hanno qualche idea sana, Dunque, poichè il momento è delicato, perchè non tentare un avvicinamento per fare uscire l’Italia da questa impasse? Mercoledì scorso a Villa Cavriani per iniziativa del Montepaschi si è tenuto un convegno nel corso del quale gli esperti hanno parlato di economia, rilevando che l’odierna crisi italiana è meno grave di quella passata, grazie soprattutto ai risparmi accumulati dalle formichine di casa nostra. Ma è evidente che tutti dovrebbero collaborare compreso il Governo che ha fatto lievitare il deficit a cifre impressionanti. Anche un’occhiata in casa altrui, in particolare della Cina che sta correndo a perdifiato e si avvia, se non lo è già, a diventare numero uno al mondo. Ricordate quando anni fa si diceva che la Cina è vicina? Altro sprint, altra marcia per cui sorpasso inevitabile: dalle nostra parti invece si procede col freno a mano tirato. Est modus in rebus. 
Ovvero, quando ci si deve difendere, non è cosa giusta cercare scappatoie che non stanno in piedi. Stiamo parlando della vicenda che vede coinvolti, in veste di imputato, il Comune e dall’altra parte Confcommercio che tutela l’interesse dei suoi iscritti. La vicenda è nota: i commercianti di città non potranno beneficiare dei contributi regionali a copertura delle spese correnti come utenze, canoni di locazione e disagi vari causati dai lavori in corso Vittorio Emanuele. Regione in bolletta dura? Non è proprio così. E’ successo invece che l’istanza presentata dal nostro Comune è stata respinta “per vizio nella misura presentata e mancato rispetto dei tempi”. Il termine di adesione scadeva il 17 novembre: le sollecitazioni al Comune, partite da Confcommercio di aderire entro i termini fissati, sono andate deluse e così i commercianti, oltre al danno patito, hanno anche le beffe.
Milano e Pavia, le uniche ad aver inoltrato nei termini giusti la domanda di contributi, sono state ammesse. Le altre lombarde -di Mantova, che ha sbagliato i tempi, abbiamo già detto- addirittura non avevano inoltrato la richiesta. Il vice sindaco, che aveva parlato di un contributo di appena 7.500 euro per Mantova, stando sempre alle dichiarazioni di Confcommercio, ha dimenticato di aggiungere che il bando avrebbe potuto arrivare a 500 mila euro con ripartizioni più consistenti. Insomma, versioni contrastanti. Strano perchè in questi tre anni abbondanti, il nostro Comune è stato sempre in prima fila nell’inseguimento di contributi, poi arrivati come se piovesse. A rimetterci, in definitiva, i commercianti di Pradella: oltre al danno - e qui non ci piove- ora pure le beffe. Per fortuna i lavori sono agli sgoccioli e chi ha avuto, ha avuto.
Sfiga incredibile per due automobilisti  (maschio e femmina, 35 anni il primo, 59 la seconda) che si sono scontrati in auto al rondò della Favorita. Pressochè illesi i due: la sorpresa è arrivata quando sono stati sottoposti alla prova dell’alcoltest; ne è uscito vincitore l’uomo che ha fatto registrare un tasso del 2,6% mentre la femmina, più morigerata, ha fatto segnare l’1%. Entrambi denunciati per guida in stato d’ebbrezza; lui rischia anche il fermo della vettura, se di sua proprietà. Destino amaro: un incontro al rondò che costerà caro. Gli spot commerciali spesso riportano l’annuncio “soddisfatto o rimborsato”. Così deve aver pensato un insoddisfatto operaio 34enne mantovano, denunciato dai carabinieri di Rubiera, nel Reggiano. L’uomo aveva consumato un rapporto veloce con una prostituta albanese 18enne; evidentemente non contento delle modalità del rapporto, aveva preteso il rimborso dalla ragazza. Battibecco, insulti e tentativo di fuga da parte della donna, peraltro impedito dal mantovano che le ha strappato la borsetta contenente 30 euro e un cellulare. E infine l’ha presa per i capelli sbattendola fuori dall’abitacolo. La donna è stata soccorsa da un automobilista di passaggio che ha dato l’allarme; in breve, grazie all’impiego della tecnologia, l’uomo è stato identificato. In caserma il mantovano ha negato la rapina, limitandosi a dire che non essendo rimasto soddisfatto della prestazione, aveva voluto riprendersi i 30 euro sborsati prima del via. 30 danari che ora potrebbero costargli molto di più.

 

Alberto Gazzoli
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