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Rosaria Cascio al Teatro Bibiena
"La mafia è stupida e ha paura della cultura"
pubblicato il 7 febbraio 2018 alle ore 19:07
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La testimonianza della scrittrice Rosaria Cascio

Mantova - «La prima cosa che abbiamo imparato noi ragazzi di Don Puglisi è l’importanza di trovare noi stessi, di rispondere alla domanda “dove andiamo?” per poter rendere la nostra scelta di vita consapevole e costante. Che cosa c’entra tutto questo con la mafia, mi chiederete voi. Ebbene essere consci delle proprie scelte e avere il coraggio di agire per cultura e sapere è il modo migliore di evitare la mafia. Perché la mafia è stupida e ha paura di chi ha cultura ed è convinto delle proprie scelte». Sono queste le parole che hanno aperto l’incontro che si è tenuto martedì pomeriggio  6 febbraio all’interno del Centro Sociale di Borgo Angeli e che ha visto protagonista la testimonianza della docente, scrittrice e drammaturga, Rosaria Cascio, nonché ex allieva di Don Puglisi. Un incontro che ha permesso di comprendere al meglio quali sono i risvolti sociali della mafia nella società palermitana e per vedere in maniera tangibile quali sono gli effetti della cultura e delle scelte coscienziose nelle nuove generazioni. Assieme a Rosaria Cascio, al tavolo dei relatori, vi era anche Maria Regina Brun, in rappresentanza di Libera Mantova. «Quando ero allieva di Don Puglisi non l’ho mai sentito parlare di mafia in maniera diretta, perché negli anni Ottanta non se ne parlava ancora. Abbiamo dovuto aspettare le stragi del 1993 per poter iniziare a vedere delle leggi d’emergenza che si occupassero del fenomeno mafioso in Italia». L’evento al Centro Sociale è stato propedeutico all’introduzione dello spettacolo che si è successivamente tenuto al Teatro Bibiena, intitolato "Io pretendo la mia felicità” che è frutto del lavoro di scrittura collettiva, curato da Cascio, che è l'insieme dei pensieri e dei vissuti dei ragazzi del liceo di Scienze Umane Regina Margherita di Palermo. Alcuni degli studenti del Liceo che hanno lavorato con la Cascio erano presenti a testimoniare il proprio operato anche durante la presentazione.

Mendes Biondo

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