Cronaca
La replica della cartiera alla Provincia
Pro-Gest: modifiche ma migliorative
pubblicato il 12 ottobre 2018 alle ore 13:11
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Pro-Gest: modifiche ma migliorative

Mantova «Abbiamo appreso di una nuova diffida da parte della Provincia che ci impone di fermare per la seconda volta i test in corso sulla cartiera. Questa comunicazione risulta per noi del tutto inaspettata e non riusciamo a comprenderne le motivazioni, posto che nulla è cambiato rispetto all’incontro tenutosi tra Arpa, Provincia e Cartiera il 25 settembre scorso». Così inizia la nota della Pro-Gest, in relazione allo stop imposto da Palazzo di Bagno per difformità rilevate fra gli impianti progettati e quelli realizzati.
Peraltro i vertici Pro-Gest asseriscono gli stessi soggetti, Arpa   e   Provincia, «hanno   formalmente   permesso   alla   Cartiera   di   proseguire   con   i   test, condividendo un protocollo, aggiornato settimanalmente,  delle prove da effettuare sugli impianti».
Vien da sé che tutte le “difformità” rilevate dall’ente, e che sono state citate nel documento di diffida della Provincia, «erano ben note agli enti già durante la prima seduta della conferenza di servizi del 24 settembre scorso e tutti i lavori di natura edilizia erano stati sospesi   già   all’epoca   della   prima   diffida   della   Provincia.   «Preme   sottolineare   – prosegue la nota diramata dal gruppo – che   le   “difformità”   a   cui   fa riferimento la Provincia  sono in realtà modifiche migliorative e assolutamente marginali e già depositate nei documenti progettuali della valutazione di impatto ambientale». Dunque, i progetti degli impianti così costruiti  sarebbero  nelle mani degli enti dall’ottobre  2017. «Fermare  i test  nuovamente  e  per un tempo indefinito causa centinaia di migliaia di euro di danni ogni settimana. Risulta  evidente,  anche   dai  numerosi  sopralluoghi   effettuati  dalla   Polizia  municipale  e   dell’Arpa  (l’ultimo martedì   9   ottobre)   che   queste   modifiche   non   presentano   alcun  aggravio  per   l’ambiente   e   pertanto   non sussistono motivazioni di legge per sospendere i test».
Amara la conclusione del gruppo presieduto dall’imprenditore  Bruno Zago: «Siamo profondamente  dispiaciuti di constatare  ancora una volta  che c’è una totale mancanza di certezze nell’operato delle amministrazioni e di constatare un comportamento assolutamente imprevedibile da parte di queste. Auspichiamo che ci sia un ripensamento a fronte di una più puntuale ponderazione dei fatti in esito ad un confronto urgente, nella massima collaborazione e trasparenza».

Redazione cronaca
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