Cronaca
Soffoca tra sporcizia e prostituzione
Grido d'allarme a Cittadella: è come il Bronx
pubblicato il 21 gennaio 2018 alle ore 22:18
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Eloquenti immagini del degrado che spopola alle porte della città

Cittadella (Mantova) - Nel piazzale della stazione di servizio Eni di via Verona i preservativi contrastano con il grigio dell’asfalto. Sono i “ricordini” dell’ennesima notte mercenaria che si consuma a Cittadella, in quello spazio dove - va ricordato - nelle immediate vicinanze c’è anche una scuola elementare. I residenti, ormai esasperati dal degrado e dal meretricio, si sentono abbandonati dalle istituzioni e allargano le braccia in segno di rassegnazione. «Ogni mattina mi tocca fare le pulizie per togliere carte, bottigliette, fazzoletti, assorbenti e altre schifezze - lamenta un’altra residente - per non parlare degli escrementi umani». L’autolavaggio in disuso che affianca il distributore di benzina è un’alcova a cielo aperto e i bidoni in plastica per l’immondizia vengono usati come water. Inutile soffermarsi sul tanfo che si sviluppa. E d’estate la situazione, come il nostro giornale aveva documentato nei mesi scorsi, peggiora notevolmente. «Con le imposte aperte sentiamo di continuo i litigi tra le prostitute e le contrattazioni con i clienti - rimarca un pensionato di via Giovanni Bono. il problema è che se provi a richiamarle, come feci in un’occasione la scorsa estate, diventano oltremodo aggressive. Sembra addirittura che abbiano ragione loro e che tu, cittadino cretino, non possa nemmeno proferire parola: siamo diventati ostaggi a casa nostra».

Come fronteggiare allora questo fenomeno, certamente non nuovo per Cittadella e che nemmeno la crisi economica di questi anni è riuscito a diminuire? Anche in questo caso i residenti dimostrano di avere le idee chiare, sebbene la svolta dovrebbe arrivare a livello legislativo: «Servono decise e continuative politiche di contrasto - insistono -. Non basta mandare le pattuglie dei vigili qualche volta pensando che le prostitute non tornino. Sappiamo bene cosa avviene: alla vista delle forze dell’ordine si nascondono il tempo necessario e poi tornano fuori come se nulla fosse». Invero la scorsa estate la Polizia locale aveva effettuato con la stazione mobile diversi appostamenti per scoraggiare la presenza di prostitute africane (che ormai hanno presso il posto di romene e moldave) e dei clienti. Strategia che aveva portato ad un centinaio di identificazioni ma che alla fine non ha impedito alle gang di protettori di tornare e alle lucciole di mettersi in vetrina già prima delle 20. Altri residenti incitano direttamente il Comune ad installare dei fari che possano fungere da deterrente, «non tanto per le prostitute, ma quantomeno per i clienti». Viene citato anche il modello dell’ex primo cittadino di Verona Flavio Tosi, che appena insediato fece un repulisti generale, partendo dalla chiusura del campo nomadi di Boscomantico e dall’ordinanza anti-prostituzione.

Matteo Vincenzi

 

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