Provincia
Alla famiglia 430mila euro
Morì per infarto non diagnosticato. Condannato il medico
pubblicato il 11 ottobre 2018 alle ore 12:34
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Morì per infarto non diagnosticato. Condannato il medico

Castiglione  Un anno di reclusione, pena sospesa, per la morte di un paziente; risarcimento da liquidare in sede civile; provvisionale immediatamente esecutiva di 430mila euro alle sei parti civili. Questa la sentenza emessa ieri pomeriggio dal giudice  Enzo Rosina nei confronti di Ernesto Cardoso Suarez, medico del pronto soccorso dell’ospedale San Pellerino di Castiglione accusato della morte di Aldo Barosi, 44enne castiglionese deceduto il 6 luglio 2014 poche ore dopo essere stato visitato e dimesso.
Il giudice ha accolto la richiesta di condanna a un anno avanzata dal Pm  Silvia Bertuzzi e ha addirittura aumentato le richieste di provvisionale avanzate dall’avvocato  Aldo Pisani, parte civile, stabilendo per la madre della vittima una provvisionale di 230mila euro e 40mila euro per ciascuno dei 5 fratelli. Pisani ieri aveva chiesto un risarcimento di 450mila euro per la madre e 80mila euro per ciascuno dei 5 fratelli di Barosi; risarcimento che ora dovrà essere stabilito dal giudice civile. 
L’avvocato  Giuseppe Cannella, difensore del medico con il suo collega Paolo De Martino, avvocato per l’ospedale San Pellegrino, aveva invece chiesto l’assoluzione. Più che probabile il ricorso in appello, dunque, naturalmente dopo avere letto le motivazioni della sentenza che saranno depositate fra 90 giorni.
Una vicenda più che controversa quella per cui ieri è arrivata la sentenza di condanna in primo grado. Inizialmente, infatti, la stessa procura di Mantova aveva chiesto l’archiviazione per Cardoso Suarez sulla scorta della relazione del proprio consulente, dottor Dario Rainiero, che aveva eseguito l’autopsia concludendo che non c’erano responsabilità da parte del medico che aveva mandato a casa il paziente non riconoscendo i sintomi di un infarto in atto. Archiviazione cui si erano opposti gli avvocati di parte civile  Aldo Pisani, Roberto Cuva  e  Ottavia Villini, e che era stata accolta dal pm Bertuzzi della stessa procura. Ieri la sentenza, accolta con soddisfazione dalla madre, da una sorella e da un fratello della vittima, per quanto provati dalla lunga e per loro dolorosa vicenda processuale.

Carlo Doda
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