Cronaca
La tesi di Dall'Oglio
Progetto gonfiato, casse sgonfie salta la metà di Mantova Hub
pubblicato il 11 ottobre 2018 alle ore 11:18
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Progetto gonfiato, casse sgonfie salta la metà di Mantova Hub

Mantova Nulla è indolore: se i progetti si complicano qualitativamente e quantitativamente, anche i costi vanno a ruota. Questa la sintesi dell’ingegner  Celestino Dall’Oglio, ex assessore all’edilizia della precedente giunta, che ha analizzato nel dettaglio l’evoluzione di “Mantova Hub” il super piano della giunta  Palazzi mirato a riqualificare Fiera Catena, Anconetta, Valletta Valsecchi  e San Nicolò. «Lo avevamo già detto sulla  Voce di Mantova  nel luglio 2017: i tecnici della Rina Consulting hanno portato il budget di spesa da 18 a 27 milioni. Fatto che implica una drastica revisione del progetto Boeri. E considerando le priorità del sindaco e le azioni successive desunte dalle pianificazioni dell’ente risulta evidente che almeno la metà della riqualificazione dovrà saltare». 
È drastico Dall’Oglio, mentre traccia sul rendering di fattibilità originario dell’archistar Stefano Boeri le cose iniziate, quelle annunciate, e quelle che “contabilmente” hanno già cominciato a slittare agli anni futuri. Molto futuri. 
Senz’altro verrà fatta la scuola, ricavata in parte del complesso della ex ceramica, con un costo approssimativo di 11,5 milioni. Arriverà la palestra decentrata, nell’area antistante il magone di via Grayson, di prossimo abbattimento; struttura che fra espropri, progetti ed edificato peserà per oltre 4,1 milioni. Dal pari è certo che l’Aspef insedierà la comunità per disabili e alloggi protetti nel secondo dei cinque ex capannoni militari, sul cui costo la stessa azienda speciale concorrerà con 1,5 milioni. Stesso ottimismo per l’ex casa del custode, destinato a infopoint, ma per un impegno economico modesto (circa 200mila euro). Dopodiché... Stop: qui l’impegno di Mantova Hub si ferma. 
E la cupola ambientalista? E il museo della memoria? E l’Ostello? l’Hub lavoro? E il mercato coperto? E il bosco di Valletta Valsecchi (la cosiddetta “piazza del paesaggio)? E i campi di calcio attrezzati con spogliatoi (per un impegno da 1,5 milioni)? «Verranno, se ci saranno i soldi, e se  Palazzi troverà “un altro Renzi” con un’altra dozzina di milioni – commenta Dall’Oglio –. Del resto, in sede di appalto, il Comune si riserva anche la possibilità di “non realizzare alcuna altra opera”. Già nei bilanci vediamo che l’ente ha differito varie opere agli anni a venire. Insomma, non mi pronuncio sulla qualità del progetto, perché questa è prerogativa di chi governa, come è giusto che sia. Sul versante amministrativo invece, non possiamo non constatare che si è persa una grande occasione. Le opere devono essere progettate e realizzate in funzione delle effettive disponibilità. Mantova, col bando “periferie renziano”, aveva avuto gli stessi soldi di città come Milano e Roma, grandi trenta volte di più. E invece – conclude Dall’Oglio –, quell’immenso  “tesoro” non è bastato».

Redazione cronaca
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