Cronaca
Nei campi a San Giorgio
Grano alla stricnina per uccidere le nutrie
pubblicato il 21 gennaio 2018 alle ore 16:34
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Uno dei mucchi rossi di grano alla stricnina rinvenuti a Tripoli

San Giorgio - Grano avvelenato rinvenuto in un fondo agricolo a Tripoli di San Giorgio. La scoperta è stata effettuata giovedì 18 gennaio in via Fossamana da Elena Arcese, responsabile lombardo del movimento “Animalisti 2.0”. Cinque i cumuli rossi, più o meno del peso di 2 chilogrammi l’uno, rinvenuti dall’attivista mantovana. «Stavo transitando lungo via Fossamana - ha spiegato Arcese - quando in un campo di erba medica che costeggia un fossato in aderenza alla strada, ho avvistato questi strani mucchio rossi. Insospettita ho accostato l’auto e sono andata a controllare. Purtroppo i miei timori su cosa potesse essere non sono andati disattesi. Si trattava proprio di grano avvelenato con la stricnina, da cui il colore rosso, un potente topicida che se ingerito causa una morte lenta e dolorosa dovuta all’emorragia degli organi interni. Al mio arrivo alcune nutrie avevano già mangiato quel cibo alterato, condannate quindi a morte certa». Il motivo dello sconsiderato gesto, quindi, sarebbe da addebitare alla volontà degli stessi agricoltori, affittuari dell’appezzamento di proprietà della Curia, per contrastare a modo loro e con mezzi del tutto illegali, il proliferare delle nutrie nelle campagne. Una pratica questa non solo vietata dalla legge, l’eliminazione delle nutrie è consentita solo tramite l’utilizzo di gabbie trappola o con arma impiegata da operatori qualificati, ma anche molto pericolosa per la salvaguardia dell’ecosistema. «Questa abominevole pratica - ha proseguito Arcese - oltre che fuorilegge può creare enormi danni ambientali. Il veleno, infatti, può finire per percolamento nelle falde acquifere e le carcasse delle nutrie avvelenate diventare a loro volta cibo letale per altri animali come ad esempio fagiani o rapaci. Inoltre può essere mortale anche per l’uomo ed in particolare per i bambini se venuti a contatto con questo veleno». Immediata è scattata la segnalazione agli organi competenti che hanno provveduto a bonificare l’area prelevando campioni di grano per le analisi. Sul posto la Polizia locale di San Giorgio e i veterinari dell’Asl per le campionature del caso che verranno inoltrate all’Istituto Zooprofilattico di Mantova. Il sindaco dovrà poi emettere apposita ordinanza per consentire alla segnalazione del pericolo e delimitare la zona.

Lorenzo Neri

 

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