Cronaca
Sul Lago Inferiore
Mantova, all'amo tre bracconieri rumeni
pubblicato il 20 gennaio 2018 alle ore 21:23
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L'enorme quantità di pescato illegale nel Lago Inferiore

Mantova - “Chi di bracconaggio ferisce, di bracconaggio perisce”. Così si potrebbe riassumere la tragicomica fine di tre bracconieri rumeni che sono finiti nella “rete” delle forze dell’ordine locali. Le dinamiche ci sono tutte: dopo un lungo appostamento durato tutta la notte, l’agguato ai bracconieri è avvenuto alle prime luci del giorno quando i tre sono stati fermati da Provincia, Parco del Mincio e Fipsas. L'operazione coordinata, svolta all'alba di sabato 20 gennaio a Mantova, ha permesso di bloccare l'illecito traffico di pescato che il gruppo aveva effettuato per ore sul Lago Inferiore, in zona diga Masetti, mettendo in atto una vera e propria strage di pesce, anche autoctono. Si tratta della bellezza di 891 capi, così come sono stati contati dagli agenti della Fipsas che hanno lavorato in cooperazione con gli agenti ittico venatori della Provincia e le Gev del Parco. L'operazione si è conclusa con il sequestro di un furgone, due barche, reti, con la liberazione di alcune decine di carpe di grosse dimensioni trovate ancora vive e con la denuncia di tre persone, tutte di nazionalità rumena. Uno di loro, recidivo, è residente in un comune della provincia di Mantova. I tre sono stati condotti in Questura e il Parco si costituirà parte civile chiedendo la rendicontazione dei danni. Stivati nel furgono sono stati rinvenuti circa 36 quintali di pesce che si può suddividere in carpe, carassi, siluri, luccio pertica, aspio, branzini e lucci.

“Ringrazio le Forze dell’ordine, gli Agenti della Provincia di Mantova e i volontari della Fipsas e del parco del Mincio, per la brillante operazione che ha portato al fermo di tre bracconieri in zona Diga Masetti alla Vallazza. Il bracconaggio ittico deve essere arginato e Regione Lombardia, insieme alla Provincia di Mantova e gli Enti di vigilanza collabora al Tavolo istituito dalla Prefettura per debellare il fenomeno”. I complimenti per l’ottimo lavoro svolto in ambito di bracconaggio arrivano direttamente dall’Assessore all’Agricoltura della Lombardia Gianni Fava che ha commentato l’azione di polizia che ha permesso il sequestro di circa 30 quintali di pesce che, in quanto non commestibile, dovrà essere distrutto. “Ricordo che da oggi, sabato 20 gennaio, è entrato in vigore il nuovo regolamento sulla pesca regionale ed è vietato l’utilizzo delle reti a qualsiasi soggetto, anche se sono pescatori professionali, in tutte le acque lombarde, con l’esclusione dei grandi laghi – ha precisato l’assessore Fava -. Da oggi in tutti fiumi, chi usa una rete, commette un illecito che prevede la confisca della barca e di tutte le attrezzature utilizzate per l’attività illegale”.

Mendes Biondo

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