Cronaca
Nuovo processo per Remo Gobbi
Frode fiscale, altri guai per patron Pata
pubblicato il 10 ottobre 2018 alle ore 11:46
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Frode fiscale, altri guai per patron Pata

Mantova Nuovi guai giudiziari per l’amministratore unico della Pata Snack di Castiglione delle Stiviere, Remo Gobbi. L’imprenditore aloisiano, comparso ieri mattina davanti al giudice per l’udienza preliminare, è stato infatti rinviato a giudizio con l’accusa di dichiarazione fraudolenta commessa mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. In sostanza secondo quanto sostenuto dal pubblico ministero, Gobbi avrebbe emesso fatture riferite ad operazioni del tutto fittizie per un ammontare di circa 80mila euro. Un reato questo già contestato al patron di Pata in passato. Il fondatore della nota azienda alimentare castiglionese difatti era finito a processo per presunte gravi irregolarità nell’ambito di sponsorizzazioni sportive, dalle quali poi era stato scagionato lo scorso marzo. Secondo quanto sostenuto a suo tempo dalla procura di via Poma Gobbi, al fine di evadere l’Iva, aveva emesso fatture nelle dichiarazioni dei redditi 2010 e 2011 a fronte di operazioni del tutto inesistenti. La vicenda giudiziaria s’inseriva nell’ambito di sponsorizzazioni sportive eseguite in favore di scuderie motociclistiche: l’importo totale delle fatture emesse sarebbe stato di 2,6 milioni di euro per oltre mezzo milione di Iva non dichiarata. Il tutto era partito da una denuncia fatta dall’Agenzia delle Entrate. Nel corso del giudizio il consulente tecnico nominato dalla difesa aveva però smontato l’intero quadro accusatorio: esaminata tutta la documentazione relativa ai bilanci aziendali, infatti, il super perito aveva dichiarato di non aver riscontrato nulla di irregolare e che quindi non vi era stata nessuna evasione fiscale da parte dell’imputato. In sostanza le sponsorizzazioni non erano state pagate al soggetto sbagliato, vale a dire l’agenzia pubblicitaria come invece sostenuto dalla procura. secondo cui, i 2,6 milioni di euro non sarebbero dovuti andare all’agenzia di pubblicità ma direttamente alle scuderie indicate per la sponsorizzazione e partecipanti ai campionati mondiali di Superbike. Circa le nuove accuse invece se ne riparlerà la prossima primavera nel procedimento da tenersi con rito ordinario.

Lorenzo Neri
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