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Calcio Serie D - L’intervista
Bertozzini: "Mantova, resetta e riparti"
pubblicato il 19 gennaio 2018 alle ore 13:23
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Andrea Bertozzini, 32enne difensore centrale

Mantova - Sarà un caso (o forse no), ma con lui in campo il Mantova ha preso solo un gol: l’1-0 della Vecomp, prima della sua espulsione che ha consentito ai veronesi di rimpinguare il bottino. Nelle due gare precedenti, contro Clodiense e Ambrosiana, la porta era rimasta inviolata. Si capisce allora perchè il rientro di Andrea Bertozzini, fuori per squalifica contro il Cjarlins, venga accolto dall’ambiente biancorosso con un sospiro di sollievo. Abbiamo incontrato il 32enne difensore centrale, prelevato dal Castelvetro nel mercato di dicembre.

Una pausa forzata che non ci voleva, quella col Cjarlins. Vero, Andrea?

«Sì. Ho guardato la partita dalla tribuna e non è bello: si soffre troppo».

Che Mantova hai visto?

«Abbiamo giocato un ottimo primo tempo, facendo quel che dovevamo fare... tranne qualche gol in più. Purtroppo non siamo riusciti a chiuderla».

E nella ripresa il patatrac...

«Tutto è partito dall’1-1. Lì per lì un incidente, ma il guaio è che ci ha bloccati. Intendo a livello mentale: forse in quel momento sono subentrate le scorie di Verona».

A proposito di Verona: match stregato per il Mantova ma anche per te...

«Inizialmente pensavo che l’espulsione ci potesse stare. Poi ho rivisto le immagini e l’ho trovata severa: con l’attaccante della Virtus ci siamo trattenuti a vicenda. E poi c’era Cascone che ormai ci aveva raggiunti. Insomma, non mi sembrava una chiara occasione da gol...».

Vabbè, acqua passata. Pronto per il rientro a Montebelluna?

«Sì, è una partita molto importante per noi. Non possiamo sbagliarla».

Da dove deve ripartire il Mantova domenica?

«Dall’approccio delle ultime due partite. Però dobbiamo sgomberare la testa, lasciando da parte tutte le paure e le incertezze. Siamo forti e, a dispetto dei risultati, lo abbiamo dimostrato anche nelle ultime gare».

Quinto posto a 11 punti dal primo: a cosa può ambire adesso il Mantova?

«Per me nulla è precluso. Non voglio dire che vinceremo il campionato. Dico solo che dobbiamo pensare a vincere partita per partita, fino alla fine».

Tu vieni da un altro girone, il D. Che differenze hai trovato?

«Nessuna. Là come qua ho trovato squadre organizzate ed un grande equilibrio. Non è vero che il C è un girone facile».

Come procede il tuo inserimento nel Mantova?

«Ho trovato un gruppo nuovo, formato da ragazzi in gamba e con ottime individualità. Tutti noi che siamo arrivati a dicembre ci stiamo integrando bene. La piazza è calorosa, e me ne sono reso conto sia dal campo che dagli spalti».

Sei uno dei più “anziani” del gruppo: come ti comporti con i più giovani?

«Premetto che ne abbiamo di molto interessanti, come ad esempio lui  (indica Riccò, che ci sta passando a fianco, ndr) o l’acquisto più recente Saporetti, che ho avuto come avversario e mi ha battuto due volte. Io cerco di dare consigli a tutti, però nulla come l’esperienza diretta sul campo può farli crescere. È stato così per me e sarà così per loro».

Chiudiamo con tre obiettivi personali per questo 2018...

«Arrivare davanti a tutti. Giocare più partite possibili da titolare. Segnare qualche gol, visto che almeno 2-3 a stagione li faccio, e farne segnare pochi».

Insomma, vuoi tornare presto in C?

«Sì. Anche perchè la mia unica esperienza, mezza stagione nel Campobasso, non fu esaltante. Vorrei riprovarci, e col Mantova sarebbe perfetto».

Gabriele Ghisi

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