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Una bretella da record. Ostigliese con l’affanno
pubblicato il 7 ottobre 2018 alle ore 18:15
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Una bretella da record. Ostigliese con l’affanno

Una bretella nuova di zecca per dare maggior movimento alla nostra città. Che poi, per un chilometro di strada ci sian voluti 17 anni, è tutt’altro discorso. Adesso finalmente l’opera è andata in porto: Valdaro è collegato con il casello dell’autostrada di Mantova Nord. Facile intuire che a trarne vantaggio sarà il porto e pure il traffico. Inevitabile la domanda: ma perchè questo passo dei gamberi? La risposta l’ha data in via amichevole il sindaco Palazzi che ha accusato Cinque stelle e Centrodestra di aver osteggiato l’opera “probabilmente perchè non vogliono lo sviluppo del territorio”. Ciapa sù e porta a ca’. Storia infinita quella della bretella e di Valdaro che Romano Freddi aveva definito il porto delle nebbie e dei debiti. Adesso vedremo se il porto, com’è auspicabile, porterà benefici. Non crederci è un delitto: ora occorre dar seguito con i fatti
Intanto c’è chi pizzica Palazzi: Fausto Banzi, segretario del gruppo Sel-Si assieme a Matteo Bassoli e Andrea Cantarelli, rappresentanti del partito in via Roma, minacciano di votare no al bilancio, lamentando ritardi nel dare compimento alle linee di mandato concordate. Che riguardano in massima parte svariati fattori legati al sociale: morosità incolpevole, ritardi sulle consulte di quartiere, costi dei libri insostenibili, gestore unico dell’acqua. Pronta la risposta del sindaco: stiamo cambiando la città e investendo sul welfare e politiche per il lavoro e per la casa, Lo facciamo da tre anni: #finalmenteunagioia ad oggi ha realizzato 15 assunzioni di giovani tra i 16 e 29 anni, di cui 13 a tempo indeterminato e solo 2 determinato. E bravo ministro Bonisoli (ricordiamo che è mantovano) che ha preso a cuore la vicenda della Domus di piazza Sordello e ha messo sul proprio tavolo tutte le carte dello scempio. L’augurio è che riesca a trovare la soluzione ideale: così com’è conciata, piazza Sordello con tutti noi, avrebbe tanti buoni motivi per inscenare cortei di protesta. E di disgusto. Non ci siamo proprio.
Non è una novità che l’ex statale ostigliese  (quella per intenderci che da Mantova porta ad Ostiglia, attraversando numerosi centri abitati) ora declassata a semplice Sp 482, sia una provinciale a rischio ed estremamente pericolosa. Stretta - frequenti le uscite di strada dei mezzi che per dimensioni e velocità hanno fatto coniare il termine di bisonti della strada e che per non toccarsi, finiscono in campagna perchè il ciglio è cedevole e non sempre tenuto come si dovrebbe. Ci sono anche i cartelli che invitano a moderare la velocità, ma si tratta di avvisi a perdere perchè non accompagnati dall’occhio vigile dei tutori dell’ordine. Le amministrazioni comunali cercano, nei limiti delle loro possibilità, di correre ai ripari. Intenzioni lodevoli, ma alla prova dei fatti inefficaci se non addirittura controproducenti. Volete un esempio? Parecchie le proteste degli abitanti che cerchiamo di riassumere.
Il tratto che da Pontemerlano arriva a fine Barbasso (circa un chilometro e mezzo) è stato recentemente e in maniera alquanto bizzarra, per non incorrere in qualche querela, sottoposto a revisione. Allora: erano i tempi felici e spensierati delle scorribande notturne e albeggianti quando una volta concluso il lavoro in Gazzetta, ci si portava a Pontemerlano per una robusta colazione. A ritroso per più di trent’anni, sotto la tabella che indicava la località, il cartello dei 50 orari che parecchi non rispettavano; allora entrava in scena la pattuglia della stradale che comminava ammende a tutto spiano. Adesso non più i 50 orari ma i 70, con velox che segnala la velocità e dopo la curva l’infernale macchinetta che fotografa il misfatto. Ben fatto. Non è finita: poco più di un centinaio di metri a 70 orari e si arriva al cartello Barbasso. Non c’è l’indicazione dei 50 orari, ma il codice della strada è chiaro: si deve viaggiare a 50 chilometri.
In quanti hanno l’esenzione? Un’autentica folla. E così il centro urbano diventa una pista di lancio: parlare di 70-80 orari è vuol dire voler bene ai trasgressori. Più avanti, iniziano gli avvisi che a breve entrerà in funzione un semaforo per l’attraversamento pedonale. Semaforo spento dunque, ma acceso per il riverbero del sole, in questo splendido inizio d’ottobre. E allora si susseguono i tamponamenti (tre in pochi giorni), le urla degli automobilisti e lo sconcerto di chi è convinto che il semaforo sia rosso. Insomma. caos totale. Esperimento non riuscito. Senza contare che chi deve attraversare ed abita ad inizio Barbasso venendo da Mantova, deve scarpinare per oltre un chilometro per trovare le strisce pedonali. Ecco perchè abbiamo parlato di soluzione quantomeno bizzarra. Per non offendere chi l’ha pensata e poi attuata.
 Siamo in strada e allora restiamoci. Abbiamo letto che a Guidizzolo la tangenziale ha fatto un passo avanti: ne siamo felici. Abbiamo amici (Aldina e Gilberto Pozzi) che da anni abitano in centro paese e spesso li abbiamo sentiti lamentarsi trovando il consenso unanime di tutto il paese per il traffico che paralizza la via del centro che porta a Brescia. A metà c’è il semaforo che sottittende code lunghissime ed effluvi  spiacevoli. Un’autentica camera a gas. Ora finalmente la soluzione sembra prossima. Meglio tardi che mai, come recita l’adagio.

Alberto Gazzoli
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