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Intervista all'attore spagnolo protagonista al Gran Teatro PalaBam il 16 gennaio
Mamma Mia! che straordinario Muniz
pubblicato il 9 gennaio 2018 alle ore 12:27
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L’attore spagnolo Sergio Muniz sarà protagonista al Gran Teatro PalaBam il 16 e 17 gennaio

Mantova - Il 16 gennaio sbarcherà al Gran Teatro Palabam “Mamma Mia!”, musical curato e allestito da Massimo Romeo Piparo che sta raccogliendo successi in tutta Italia. Non solo consensi positivi da critica e addetti ai lavori, ma anche un quantitativo importante di repliche che registrano costantemente il sold out. E, molto probabilmente, anche la data della nostra città rientrerà in questa categoria. Possono essere tanti i motivi dello straordinario successo di questo show, dalla scenografia alle canzoni degli Abba, fino ad arrivare al cast. O forse, un mix di tutto ciò. Di questo, e di molto altro, ne ha parlato con la Voce uno degli attori di punta dello show, Sergio Muniz.

Sergio, cerchiamo di inquadrare in maniera generale il musical

«“Mamma Mia!” è un musical conosciuto in tutto il mondo. La sua notorietà in Italia arriva anche e soprattutto con il film di qualche anno fa, che aveva un cast stellare tra cui Pierce Brosnan, Colin Firth e Meryl Streep. La storia, nel musical che stiamo proponendo, viene raccontata attraverso venti successi degli Abba. Fortunatamente loro hanno sempre fatto un tipo di musica che si adatta bene alla lingua italiana, e credo che il successo sia dovuto anche a questo. Ovunque andiamo facciamo il tutto esaurito, qualcosa di raro in Italia. Magari potrebbe essere l’inizio di un mercato nuovo, qualcosa sullo stile di Broadway. Massimo Romeo Piparo ha fatto salti mortali ed ha creato qualcosa di straordinario. Pensa che la gente cha ha visto lo spettacolo negli Stati Uniti e in Inghilterra, dopo aver visto questo, ci dice che il nostro è molto più bello».

Ci sarà un segreto dietro tutto ciò?

«Ti devo dire la verità? I soldi (ride, ndr). Mi spiego: il segreto in questo caso è investire, investire sul buon gusto e saper scegliere gli attori giusti per il ruolo. E con “Mamma Mia!” questo è stato fatto, penso ad esempio ai miei colleghi Paolo Conticini e Luca Ward, così come a Sabrina Marciano e a tutto il resto del cast. Siamo completamente diversi, ma perfetti nei vari ruoli e la risposta del pubblico è ottima».

Lontano dal palcoscenico, com’è il rapporto con gli altri attori?

«Fortunatamente fantastico. E dico pure meno male, perché per stare tanti mesi assieme è importante avere un buon feeling, altrimenti sarebbe una punizione divina se non andassimo d’accordo. Nonostante ognuno abbia il suo carattere, stiamo bene insieme».

Tu hai fatto sia cinema, che televisione che teatro: qual è il migliore dei tre?

«Il buon teatro, la buona televisione, il buon cinema. Ciò che importa è la qualità del lavoro. Nel teatro ciò che conta maggiormente è la bravura dell’attore, nel cinema quella del regista. A me piace cambiare e l’esperienza teatrale mi sta dando l’opportunità di crescere artisticamente».

Sei nato a Bilbao, ma vivi in Italia da ormai vent’anni. Cosa ti piace di più e cosa ti piace di meno del nostro Paese?

«L’Italia è un paese dinamico, è stato e potrebbe tornare ad essere tra migliori mondo, in qualunque cosa. Gli italiani sono un popolo di gente “portata avanti”, ma in questo momento si trova a fare i conti con un blocco. Gli italiani si trovano legati da burocrazia e da vincoli presi con l’Europa. Insomma, un popolo dinamico è stato bloccato; ciò si riscontra anche nella società. Il resto del mondo e d’Europa si evolve e va avanti, ma ciò non significa che qui si stia peggio. In Spagna, ad esempio, abbiamo la questione catalana, ma nonostante ciò si va comunque avanti. L’Italia pare abbia il freno a mano tirato, ma spero che questa sia solo la rincorsa per tornare a correre. Questo Paese ce la può fare, ha un popolo magnifico, prodotti di qualità che non temono confronti. Qualunque cosa fatta in Italia è fatta bene, poi però ciò il rovescio della medaglia con l’alta percentuale  di tasse».

Torniamo a noi. Non sarà la prima volta a Mantova, giusto?

«No, ci sono stato un po’ di tempo fa, ma sono un po’ di anni che non torno nella vostra città. Ho un ricordo molto buono, magari un po’ sfuocato perché quando sei in tour vivi un continuo spostamento. Ma quando arriveremo a Mantova, sono sicuro che mi ricorderò al meglio di ogni dettaglio».

Federico Bonati

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