Cronaca
Costi e lungaggini per adempiere ai nuovi obblighi di certificazione antimafia
Ennesima stangata sull'agricoltura
pubblicato il 3 gennaio 2018 alle ore 18:39
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Daniele Sfulcini, Direttore di Confagricoltura Mantova

Mantova - Ennesima stangata da parte della Legge di Bilancio 2018 per poter contrastare il propagarsi di comportamenti mafiosi all'interno del settore dell'agricoltura. L’approvazione definitiva della legge, infatti, porterà a modifiche per l’obbligo di certificazione antimafia per i terreni agricoli. Tutti gli imprenditori agricoli che abbiano presentato domande Pac o siano destinatari di fondi strutturali per meno di 25mila euro, fino al 31 dicembre 2018 saranno liberi dall’obbligo di presentazione della certificazione antimafia. Resta invece confermato che, dal 1° gennaio del 2019, tutte le aziende con domande Pac di valore maggiore o uguale a 5mila euro dovranno presentare tale documentazione. Grandi modifiche quindi per il settore, considerando che tutte le imprese agricole titolari di aiuti Pac o Psr superiori ai 25mila euro sono obbligate fin da ora a produrre la certificazione antimafia, a meno che non abbiano presentato l’istanza prima del 19 novembre 2017. In tal caso sono esentate dall’obbligo fino alla presentazione di nuove istanze, anche nel corso del 2018.

Per quel che riguarda le imprese agricole titolari di aiuti Pac o Psr compresi tra i 5mila e i 25mila euro, con istanza presentata dopo il 19 novembre 2017, sono esentate dalla certificazione antimafia fino al 31 dicembre 2018. Per queste aziende l’obbligo scatterà dunque dal 1° gennaio 2019. Infine per le imprese agricole con contributi Pac e Psr inferiori a 5mila euro non c'è alcun obbligo di presentazione della documentazione antimafia. «Un piccolo passo in avanti – ha dichiarato Daniele Sfulcini, direttore di Confagricoltura Mantova – ma è indubbio che si potesse fare di più, venendo maggiormente incontro alle aziende. All’interno della provincia di Mantova infatti si stima che almeno il 40% delle imprese agricole sarà costretto a presentare la certificazione quest’anno, dato che i contributi in questione sono superiori ai 25mila euro. Un’operazione che comporterà lungaggini e costi aggiuntivi, sia per le aziende che per i nostri uffici competenti, senza contare che temiamo vi saranno enormi ritardi nell’erogazione dei pagamenti».

Mendes Biondo

 

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