Provincia
Nato dalla fusione di Pieve di Coriano, Revere e Villa Poma
Borgo Mantovano, il nuovo Comune è realtà
pubblicato il 2 gennaio 2018 alle ore 11:49
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Palazzo Ducale a Revere e nel riquadro il sindaco Alberto Borsari

Borgo Mantovano - Dal primo gennaio 2018 è in vigore il nuovo Comune denominato Borgo Mantovano, nato dalla fusione di Pieve di Coriano, Revere e Villa Poma. A darne l’ufficialità è stato il referendum consultivo regionale che si è tenuto lo scorso 22 ottobre dove a Pieve ha risposto il sì con la percentuale del 56,64% dei votanti; a Revere ha prevalso il sì con il 54,50% e a Villa Poma con il 58,93%. Dalla data della sua istituzione e fino alle elezioni amministrative 2018 il nuovo Comune di Borgo Mantovano è in amministrazione straordinaria visto che i sindaci dei comuni che ne fanno parte, per ovvi motivi, sono decaduti. Il nuovo centro sarà quindi guidato per tutte quelle che sono le decisioni di ordinaria amministrazione dal commissario prefettizio Mario Rosario Di Rubbo. Anche se un primo candidato alla poltrona da sindaco del neonato Comune è uscito allo scoperto: si tratta di Alberto Borsari, già  sindaco di Villa Poma. Gli altri primi cittadini, quelli a loro volta decaduti, pare si siano resi disponibili a fare parte della lista e sostenere il collega Borsari. Per ora all’orizzonte non ci sarebbero altri candidati  per la poltrona di sindaco di Borgo Mantovano ma c’è ancora tempo visto che la tornata elettorale utile è quella delle politiche fissata per il prossimo 4 marzo.

Borgo Mantovano è il secondo ente, nato dalla fusione di più realtà, in provincia di Mantova. Il primo, infatti, fu quello di Borgo Virgilio uscito  dall’unione di Borgoforte e Cerese e alla cui giuda c’è il sindaco Alessandro Beduschi. La fusione tra Pieve, Revere e Villa Poma nasce dall’esigenza di poter avere un'unica grande realtà amministrativa capace di affrontare impegni economici che, al contrario, suddivisi i Comuni non sarebbero stati in grado di svolgere. Senza contare le agevolazione e i fondi che potranno ricevere sia dalla Regione che dallo Stato. Una scelta quindi quasi obbligata per far fronte ai numerosi onori finanziari che tutti e tre i Comuni devono affrontare, a partire dalle infrastrutture. (m.m.)

 

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