Provincia
I cittadini di Castel Goffredo: “Festa antica, non è pensabile sopprimerla”
"Carnevale castellano e Re Gnocco non si toccano"
pubblicato il 31 dicembre 2017 alle ore 16:29
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Immagine da una passata edizione del Carnevale castellano

CASTEL GOFFREDO  Non è ancora terminato il 2017, che l’alba 2018 di Castel Goffredo vede già alcune ombre all’orizzonte, primo tra tutti il fatto che il Carnevale castellano sia, per non dire annullato, per lo meno a fortissimo rischio. La notizia, riportata l'altro giorno dalla Voce, come era prevedibile sta suscitando nella cittadina un vasto dibattito sia tra i consiglieri comunali che tra cittadini comuni. Si ricordi infatti che il “Venerdì gnoccolaro” di Castel Goffredo vanta una tradizione ormai ultracentenaria. Secondo una locandina d’epoca, la manifestazione data 1875 ed era animata da gastronomi, enologhi, pirotecnici, ippici. I motori hanno poi portato i carri allegorici e la distribuzione degli gnocchi a tutta la popolazione. La tradizione è continuata con il grande impegno dell’associazione “Venerdì gnoccolaro”, che con la rappresentante e avvocato Carla Bertoni Ganzi, è nata con lo scopo di promuovere e incentivare le attività folcloristiche connesse al Carnevale, nonchè di valorizzare sul territorio nazionale la maschera tipica di Castel Goffredo “Re gnocco”. Il timore di tanti castellani è ora che la tradizione del carnevale finisca relegata alle pagine dei libri di storia locale. Il consigliere di minoranza Roberto Lamagni ha considerato quanto sia «cambiato il mondo, che vive nel terrore e questo ci deve far pensare».

Chi e come ha preso una posizione sulla questione del Carnevale? I consiglieri di minoranza, come Paola Mancini e Valeria Negrisolo, non sono state interpellate «poiché - ha spiegato Lamagni - si tratta di una decisione non da Consiglio comunale ma di competenza esclusiva della giunta (ovvero il sindaco Alfredo Posenato e gli assessori) che ha pieni poteri decisionali». Anche altri, in modo trasversale, al di là dell’età o dalla carica comunale o della contrada di appartenenza, in modo pubblico e sui social, stanno esprimendo la propria affezione per l’indimenticabile appuntamento di baldoria antecedente la Quaresima. «La giunta - ha ricordato Paola Mancini - ha pieni poteri in tema». Si tratta quindi di una attuale ed apparente scelta impopolare o di una sorta di obbligo di legge? I vincoli di legge comunicati nella circolare emanata dal capo della polizia Franco Gabrielli sulle manifestazioni pubbliche, del 7 giugno 2017, porteranno comunque a un Carnevale, seppur di rigore o senza scherzi? Per il pubblico spettacolo, secondo le tre pagine del documento, “l’attuale contesto pone in evidenza la necessità di qualificare e individuare, nell’ambito del processo di governo e gestione delle pubbliche manifestazioni, i dispositivi e le misure che garantiscono sia l’incolumità che la sicurezza delle persone”. La priorità sicurezza deve insomma essere garantita monitorando gli accessi dell’area pubblica, con la presenza delle forze di polizia, i varchi, i piani di emergenza e di evacuazione, gli interventi di soccorso, il divieto di alcol e bevande in vetro o lattine. Non solo: il Questore deve essere informato almeno tre giorni prima. «Io spero - ha detto  Moreno Franzoni, attuale re gnocco - che si trovi una soluzione forse non è tutto perso anche perchè era il mio ultimo anno e dopo nel 2019 carri e nuovo re gnocco». Speranze e opportunità verranno ascoltare e vagliate anche nel corso della prossima riunione tra le contrade, la cui referente è la consigliera di maggioranza Lucia Gorgaini.

Valentina Li Puma

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