Cronaca
Per il candidato alla presidenza della Regione "è meglio raddoppiare le strade"
Violi (M5S): "No a Tibre e Mantova-Cremona"
pubblicato il 30 dicembre 2017 alle ore 21:03
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Il candidato Governatore pentastellato Dario Violi

Mantova  «Se diventerò Governatore porterò avanti il disegno autonomista della Lombardia, ricordando che la prima firma del referendum era la mia». Così ha dichiarato Dario Violi, candidato alla presidenza della Regione per il M5S, in città venerdì 29 assieme al candidato premier, Luigi Di Maio. «Ci sono territori che meritano più autonomia. La regione stessa lo merita: è un modo di strutturare il Paese senza stravolgerlo. Eppoi ci sono 3 milioni di lombardi che hanno detto chiaramente di volerla e abbiamo un mandato popolare da mandare avanti». Violi da tempo in campo per la scalata al Pirellone, ci tiene a svincolarsi da una visione centralista e milanocentrica, privilegiando l’ascolto diretto dei territori: «Io ho un vantaggio: vengo dalla provincia, e vivo pertanto  la “lontananza” da Milano. Per noi è importante partire dalle esigenze del territorio. Il mio tour elettorale è iniziato in Val Camonica, poi è passato per Cremona, Mantova, il Pavese... Fuori da Milano ci sono 8,5 milioni di lombardi poco rappresentati, che sarebbe bello si sentissero anche legati alla propria regione e non solo al proprio territorio provinciale».

L’inquinamento però resta uno dei  temi fondamentali dei pentastellati: «La nostra campagna punta su sanità, lavoro e ambiente. Abbiamo la peggior qualità dell’aria d’Europa, per non dire di acqua e suolo. A fronte di questo vanno incentivati i servizi per i pendolari con trasporti pubblici e mobilità sostenibili a impatto zero. Anche sullo smaltimento dei rifiuti c’è molto da fare, incentivando riciclo e  riuso». Un occhio di riguardo Violi lo riserva alle strade, dove la parola d’ordine, assicura, dovrà essere “manutenzione”, prima che spendersi su «inutili infrastrutture» come Tibre o Mantova-Cremona, laddove basterebbe raddoppiare le strade anziché consumare suolo. «Insomma, io sono per riqualificare l’esistente».

Più critico il candidato pentastellato sul Piano di sviluppo rurale (Psr) varato dall’assessore all’agricoltura Giovanni Fava, che a suo dire ha lavorato in gran parte per il proprio territorio, privilegiando certe aree e certe aziende, senza rendere un buon servizio all’agricoltura regionale. (D.M.)

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