Provincia
Il primario del reparto: “Abbiamo una struttura all’avanguardia e in linea con le direttive nazionali”
Asola, donati 90mila euro alla Ginecologia
pubblicato il 30 dicembre 2017 alle ore 16:32
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Il nuovo primario Tazio Sacconi assieme alla coordinatrice Serena Varalta

Asola  Nel 2017 il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Asola è andato in controtendenza rispetto ai reparti omologhi distribuiti nel resto della provincia: il punto nascite asolano ha infatti “dato alla luce” un +6% rispetto allo scorso anno. Circa 560 sono state le nascite del reparto diretto dal nuovo primario (arrivato lo scorso primo settembre) Tazio Sacconi, medico chirurgo ginecologo. Sacconi sta condividendo gli obiettivi dell’Asst di Mantova non solo sul potenziamento della sala parto di Asola nel rispetto delle peculiarità relative alla naturalità del parto, ma anche di una sempre maggiore attenzione alla sicurezza nel reparto ospedaliero. Ed è arrivata anche un’altra buona notizia. Considerato l’aumento delle nascite e le necessità del reparto, l’associazione Amici dell’ospedale, il Comune di Asola, la fondazione Comunità mantovana e alcuni sponsor, si sono impegnati per un maxi dono post-natalizio: la nuova strumentazione da sala operatoria per un valore di poco inferiore di 90mila euro.

Sono inoltre iniziati i corsi di accompagnamento alla nascita integrati con un team multidisciplinare del consultorio. «Qui - spiega il primario Sacconi - cerchiamo di incentivare metodiche naturali per alleviare il dolore, favorendo il travaglio e il parto in posizioni alternative richieste dalle partorienti. Viene fatto un ampio utilizzo della vasca per sfruttare le ben note proprietà benefiche dell’acqua calda sia durante il travaglio che per il parto. Come suggerito dal ministero della Salute, la riduzione dei tagli cesarei risulta un obiettivo fondamentale anche nella nostra sala parti, dal momento che il cesareo appare associato a maggiori problematiche per la salute delle mamme. Tra l'altro, offriamo la possibilità di una manovra chiamata “rivolgimento del feto”, quando è in posizione podalica, per ridurre i tagli cesarei eseguiti per questo motivo. Per quanto riguarda l’attenzione alla sicurezza e all’aggiornamento - ha proseguito Sacconi - sono stati istituzionalizzati degli incontri mensili che coinvolgono medici e ostetriche dell’ospedale dai quali vengono poi elaborati protocolli di comportamento clinico. Inizieremo inoltre corsi con esercitazioni e simulazioni inerenti alle più frequenti emergenze ostetriche come ad esempio l’emorragia postpartum o il taglio cesareo di emergenza in codice rosso. Con il prossimo anno - ha concluso il primario asolano - verrà potenziato l’ambulatorio di uroginecologia, in particolare con l’introduzione di un ambulatorio di riabilitazione del pavimento pelvico sia per le gravide e le puerpere, ma anche per le pazienti affette da tali patologie. Sicuramente infine verrà potenziata l’attività chirurgica mininvasiva».

Valentina Li Puma

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