Cronaca
Tour mantovano per i candidati di punta Luigi Di Maio e Dario Violi
M5S, parte la campagna elettorale
pubblicato il 29 dicembre 2017 alle ore 21:16
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Luigi Di Maio durante il comizio

MANTOVA  Tour mantovano per i candidati di punta del Movimento 5 Stelle a Palazzo Chigi e a Palazzo Lombardia. Luigi Di Maio e Dario Violi, affiancati dalle maggiori rappresentanze istituzionali mantovane (on. Alberto Zolezzi, sen. Luigi Gaetti, e dal capogruppo pentastellato in Regione Andrea Fiasconaro) hanno dapprima stazionato in piazzale Mondadori, cantiere infinito, ma prossimo a una svolta non confacente ai desiderata dei grillini locali. I quali da anni manifestano contrarietà a nuovi insediamenti di grande distribuzione, compresa quindi la Esselunga che nel piazzale troverà sede, costando dai 5 ai 7 posti di lavoro nelle altre strutture commerciali esistenti. Violi e Fiasconaro hanno inoltre sottolineato come l’operazione Mondadori abbia penalizzato la città privandola dell’unica autostazione.

Il giro elettorale dei pentastellati, dopo la presa visione di piazzale Mondadori, è proseguito in una sala degli stemmi gremita in Palazzo Soardi. Qui Violi e Di Maio sono stati accompagnati dai parlamentari 5 Stelle e dai candidati al Pirellone Andrea Fiasconaro, Raffaella Scattolon e Marco Scardovelli, che hanno dato ampia argomentazione per vincere quello che anche i 5 Stelle ritengono essere il principale nemico della svolta elettorale: l’astensionismo. Scardovelli ha sollecitato gli aderenti al movimento di Beppe Grillo a portare ai seggi quanta più gente possibile per non lasciare nulla di intentato in un paese che davvero vuole cambiare. «Sono stato tre volte nel Mantovano negli ultimi trenta giorni», ha esordito il candidato dei 5 stelle al governatorato della Lombardia Dario Violi, prendendo la parola nella gremita sala degli stemmi di Palazzo Soardi. Il candidato ha in particolare sottolineato come uno dei punti cardine della sua campagna elettorale coincida con la presa visione diretta dei problemi che angustiano il territorio. Parole che, tradotte nella potenzialità e nella vocazione del territorio virgiliano, coincidono con uno sviluppo della politica agricola. Un occhio di riguardo anche alle strade, ha assicurato Violi, precisando che il primo risparmio è il guadagno: anziché programmare costosissime autostrade come la bretella Tibre e la Mantova-Cremona, sarebbe molto più sensato manutenere bene e allargare le arterie esistenti.

Un’ora di comizio per Luigi Di Maio alla platea radunata in sala degli stemmi. Una lineare esposizione di un programma articolato che il movimento vive nella convinzione di vedersi copiato da tutti. Ma poco importa, precisa lui: l’importante è che si governi e bene. Una prospettiva che vede Di Maio ottimista anche laddove riconosce che i sondaggi non danno al M5S la maggioranza: mentre il Pd è in caduta libera (oggi è dato al 20%) e la coalizione di centrosinistra è in grande sofferenza, quella di centrodestra soffre di un altro male: la frammentazione che potrebbe produrre ingovernabilità. Il suo movimento, invece, parrebbe aggirarsi attorno al 30%, assestandosi come primo movimento a livello europeo. Di Maio, nel suo intervento in Palazzo Soardi, ha assicurato il pubblico dei suoi supporter che il primo provvedimento che verrebbe preso dal suo governo sarebbe quello del vincolo di mandato. Nella sola ultima legislatura sono stati 576 i parlamentari che hanno cambiato schieramento, ha detto Di Maio, e proprio questi passaggi hanno consentito il voto “impopolare” della legge Fornero, della finta abolizione di Equitalia, del mantenimento dei vitalizi per i parlamentari. Ancora il candidato premier pentastellato ha ipotizzato di voler ridurre di 400 leggi i codici italiani, che oggi portano a una esasperazione legislativa con una media di 2,5 leggi nazionali al giorno, che vanno a sommarsi a quelle regionali ed europee. Un appunto rilevante è stato fatto dai parlamentari pentastellati Zolezzi e Gaetti, assieme al consigliere regionale Fiasconaro, i quali si sono “autotassati” delle indennità di carica restituendo ai territori di competenza complessivamente 460mila euro, che spalmati nelle attività produttive hanno fruttato la nascita di 39 nuove imprese. (D.M.)

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