Cronaca
I legali del sindaco insistono con i giudici per il dissequestro
Palazzi, chiesti di nuovo pc e tablet
pubblicato il 28 dicembre 2017 alle ore 21:30
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Il sindaco Mattia Palazzi

Mantova (18:58) Doppio turno di lavoro per i legali di Mattia Palazzi nella mattinata del 27 dicembre. Gli avvocati Silvia Salvato del Foro di Mantova e Giacomo Lunghini del Foro di Milano, hanno incontrato i giudici del Tribunale del Riesame, poi lo stesso procuratore Manuela Fasolato. Il primo incontro, all’apertura del tribunale, è servito per discutere una vecchia questione: il dissequestro - chiesto dai legali - di pc, smartphone e tablet sequestrati all’inizio dell’inchiesta nei confronti del primo cittadino. Strumenti tecnologici sui quali vige un doppio sigillo corrispondente ai due filoni di inchiesta. Anche se per uno dei due - quello che fa riferimento alla presunta tentata concussione - è stata già chiesta l’archiviazione, il provvedimento di sequestro è ancora in atto, col “no” dei giudici arrivato la settimana scorsa. Ora invece gli avvocati hanno chiesto che cadesse il provvedimento di sequestro limitatamente all’indagine per presunto abuso d’ufficio.

(19:14) La decisione dei giudici deve arrivare entro 10 giorni dal momento in cui viene depositato il ricorso, ma l’impressione è che potrebbe arrivare già nelle prossime ore o, ad ogni modo, entro la fine del 2017. In caso di vittoria della difesa, varrà però ancora il provvedimento di sequestro emesso per l’altro filone d'indagine e per il quale i legali stanno pensando al ricorso in Cassazione.

(19:28) Una sorta di paradosso di cui i difensori del sindaco stanno cercando di venire a capo. Dopo l’udienza, i legali si sono spostati nell’ufficio del numero uno di via Poma: un incontro top secret ma dal quale è trapelata la volontà dei difensori del sindaco di collaborare con gli inquirenti per esaminare i conti del Comune nel tentativo di far cadere anche la seconda accusa.

(19:46) Qualcosa si muove anche sull’altro fronte, quello di Elisa Nizzoli, vicepresidente dell’associazione finita al centro dell’inchiesta. La difesa della donna ha l’opportunità - come prevede la norma - di opporsi alla richiesta di archiviazione del primo filone d'indagini nei confronti del sindaco. Ad oggi, tuttavia, non le è stato notificato nulla. Dall’altro lato la donna - col proprio legale, l’avvocato  Davide Pini - deve difendersi dall’accusa di false attestazioni al Pm, di cui è chiamata a rispondere da quando sarebbe emerso che i messaggi tra lei e il sindaco erano stati modificati in un secondo momento.

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