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La storia fa perno sulla tradizione
pubblicato il 27 dicembre 2017 alle ore 21:40
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La storia fa perno sulla tradizione

(10:15) Ho aspettato che fosse passato il Natale, infatti è trascorso da due giorni, per scriverne fuori dalla retorica fideista facendo appello alla ragione quale base su cui poggiare, eventualmente, il mistero. Pertanto sono sull’avvenimento non dal punto di vista della fede, ma legato alla storia. Mi è parso, ancora una volta, che il Natale, salvo i cristiani che dell’umanità sono una minoranza, si colleghi semplcemente ad un periodo di ferie invernali. Tutti gli eventi che hanno un fondamento storico anche per l’uomo d’oggi devono trovare tempo e spazio per essere riconsiderati. La storicità del Natale data oltre due mila anni fa. Il Natale è simbolo di pace, (...) basta guardare il mondo e ci si rende conto essere la parola pace come acqua che scappa sull’asfalto. Il Natale fuori dalla storia è solo tradizione: regali, cene, babbo natale, l’albero, il presepio, che ormai per non “disturbare” tende a farsi meno presente, i concerti. In ultima analisi turismo con giorni di festa, e quest’anno ritenendo la crisi in via di conclusione il tutto più intensamente vissuto, rilevato dai servizi televisivi. Quanti pensano che il Natale è il mistero dell’incarnazione e l’annuncio della nostra salvezza? “ Oggi è nato un Salvatore, Cristo Signore. E’ apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a vivere in questo mondo con sobrietà “. Insomma, l’Eterno entra nel tempo, l’incorruttibile assume la nostra stessa carne “. Allora, 21 secoli fa, il Signore dà un segno e la storia lo recepisce. Ma l’uomo di oggi pare non considerarlo come avvenimento realmente accaduto. Se si rifiuta la storia e per il Natale sembra che questo accada, ad avere il sopravvento è semplicemente la tradizione. La nascita di quel bambino è storia. Infatti, l’evento “ Gesù “ è storicamente accertato, e probanti sono le notizie extrabibliche che lo confermano: si veda Plinio il Giovane, Epistulae 10,96, lettera a Traiano; Tacito, Annuales 15, 44,2-5; Svetonio Claudius 25, in tutti gli storici è testimoniata la fede delle generazioni a ridosso dei fatti. La storia, da quel momento (la nascita di Gesù) segna la trasformazione della vita che assume un nuovo significato. Il Natale non è solo un mistero che riguarda la storia passata, ma viene a radicarsi nel tempo presente, la storia è. Il fatto che Gesù sia nato in un preciso luogo geografico, nel grembo e nelle braccia di una donna di cui sappiamo il nome, in una famiglia di cui si conoscono l’origine, la residenza e perfino la genealogia, veniamo posti dinnanzi ad un evento che ha trasformato il mondo ed ha segnato indelebilmente la vita degli uomini. Non è un caso che gli anni si computino dalla nascita di Gesù: il Natale segna, infatti, uno spartiacque tra un prima e un dopo, tra ciò che è accaduto prima di Cristo e dopo Cristo. E’ nella storia la novità assoluta del Natale. I dati che risultano dai Vangeli vanno elencati dopo, anch’essi vanno letti alla luce dell’indagine storico – critica, partendo dalla genealogia (che per gli antichi aveva valore di carta di identità), che colloca Gesù all’interno della storia travagliata del popolo di Israele. E’ documentata anche la nascita di Gesù al tempo di Erode, a Betlemme di Giudea, perché Cesare Augusto aveva ordinato il censimento di tutta la terra; governatore della Siria era Quirino.

Gastone Savio

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