Cronaca
L'imputato: "Ero all'estero e non so nulla"
Tentò estorsione al San Clemente
pubblicato il 22 dicembre 2017 alle ore 20:35
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La clinica San Clemente

Mantova (h.11:00) Dopo alcuni lavori di ristrutturazione era andato all’estero per aiutare il cognato malato; ai cugini aveva dato mandato di consegnare il preventivo dei lavori alla casa di cura, ma di tutto il resto - ovvero del tentativo di estorsione a cui fa riferimento l’accusa - era completamente ignaro e, dunque, a suo parere non imputabile.

(h.11:18) Al rientro in Italia per Orfeo Demetrio Cuevas - bolognese con origini sudamericane - era scattato l’arresto in virtù del mandato di cattura internazionale notificatogli dagli agenti di frontiera a Ventimiglia. L’accusa gli ha contestato una tentata estorsione ai danni del San Clemente.

(h.11:35) L’uomo - insieme con i cugini, ad oggi irreperibili - si era presentato nella clinica di viale Pompilio qualificandosi come rappresentante di un’azienda che si occupa della manutenzione di strumenti chirurgici. Dopo essere riusciti a farsi consegnare alcuni bisturi, i tre se n’erano andati per poi ritornare dopo circa 5 giorni con gli strumenti ristrutturati e una bozza del contratto di collaborazione.

(h.11:52) Da San Clemente dopo un primo esame era stato deciso di non continuare la collaborazione coi tre. A quel punto, sostiene l’accusa, erano iniziate intimidazioni e minacce telefoniche - il faldone con le intercettazioni è a disposizione della Pubblica Accusa - di intensità sempre maggiore, sino ad arrivare ai riferimenti con la mafia siciliana. L’azienda, a quel punto, si rivolgeva immediatamente ai Carabinieri che davano il via alle indagini. Il processo si chiuderà il prossimo 7 marzo.

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