Cronaca
La difesa conferma: sul telefono nessuna traccia dell’sms chiave
Palazzi e il messaggino che non c’è
pubblicato il 16 dicembre 2017 alle ore 11:07
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Palazzi e il messaggino che non c’è

Mantova È atteso per oggi il pronunciamento del tribunale del riesame per ottenere, su istanza della difesa di Mattia Palazzi, la restituzione delle apparecchiature elettroniche. Un passo importante per il collegio difensivo del sindaco che deve rispondere di presunto peculato e presunto abuso d’ufficio, ma soprattutto di una presunta tentata concussione continuata ai danni della vice presidente di un’associazione culturale. E proprio mentre si resta in attesa di conoscere gli esiti del lavoro dei consulenti tecnici di ufficio incaricati dalla Procura si hanno notizie di alcuni elementi in mano alla difesa, che allo stato delle conoscenze collidono con quanto trapelato sinora sul caso. ciazione coinvolta. In particolare gli avvocati Giacomo Lunghini e Silvia Salvato , che assistono Palazzi, rilevano che «l’esposto presentato alla Procura non riporta in allegato riproduzioni fotografiche di conversazioni intercorse tra il sindaco e la signora [omissis], bensì una chat tra quest’ultima e la signora [omissis, presidente dell’associazione in questione, ndr], in cui sarebbe la signora [omissis] a scrivere alla prima. La difesa si è altresì soffermata sui principi di proporzionalità e adeguatezza nell’adozione delle misure cautelari e sulla tutela dei diritti dell’indagato, anche in ragione del ruolo pubblico del medesimo». Come dire che nell’esposto che ha generato l’indagine sotto la direzione del procuratore capo Manuela Fasolato e del sostituto procuratore Donatella Pianezzi, il famoso messaggio “chiave ” per supportare la tentata concussione a sfondo sessuale non risulta essere stato riportato previo screenshot della messaggistica del sindaco, ma per interposta persona.

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