Cronaca
Nell’esposto, oltre a quello del sindaco, ci sono altri nomi di politici e manager
Mantova privé, da Palazzi ai palazzi
pubblicato il 9 dicembre 2017 alle ore 11:14
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Carabinieri in Comune nel 2015. La storia si è ripetuta nelle scorse settimane

Mantova Denaro, potere, sesso. Gli ingredienti del sexgate che vede coinvolto il sindaco di Mantova Mattia Palazzi sono quelli classici per il genere scandalo a palazzo. Qui il gioco di parole tra Palazzi sindaco e i palazzi della politica è obbligato, anche se non ci sarebbero solo le sedi della politica cittadina nel mirino se non degli inquirenti almeno del gossip che sta sorgendo attorno a questa vicenda. Ieri Il fatto quotidiano ha pubblicato qualche stralcio dei messaggi hot che il sindaco avrebbe inviato alla vicepresidente di un’associazione mantovana, beccandosi la diffida a continuare in questa pubblicazione da parte degli addetti che curano i rapporti con la stampa per questa vicenda. «Si tratta -spiega l’ufficio stampa del sindaco - di messaggi estrapolati da cellulari che non appartengono al sindaco Palazzi ». Messaggi nei quali, a parte le frasi incriminate, quelle per le quali Palazzi è indagato per tentata concussione continuata, emergono anche i nomi di altri politici e di un ex dirigente di Tea. Gli argomenti sono sempre gli stessi: denaro, potere, sesso, e i palazzi (con la p minuscola) a quanto si vede sono anche altri oltre a quello di via Roma.  Un’indagine destinata ad allargarsi a macchia d’olio, dove più che al “colore” dei personaggi gli inquirenti sembrano interessati al colore dei soldi e soprattutto dove siano finiti. 

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