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Calcio Serie D
Mantova, Manzo non si nasconde “Domenica obiettivo tre punti”
pubblicato il 13 settembre 2018 alle ore 19:16
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Manzo, difensore del Mantova

Mantova Ne ha giocate di partite, più di 400 in Serie D e una quarantina in C. Ma Mantova-Pergolettese se la ricorderà per tutta la vita. «Già - spiega  Luigi Manzo, difensore del Mantova - . Durante la gara è nato il mio primo figlio, Francesco Tito. Finito di giocare, mi sono precipitato in macchina per tornare a casa, a Nocera Inferiore».
 Non dev’essere stato facile mantenere la concentrazione in campo...
«Infatti. Sapevo che poteva nascere domenica e non ero proprio tranquillo. Ma dall’altra parte sapevo che accanto a mia moglie c’erano mia sorella e il resto della famiglia. Nell’intervallo mi sono attaccato al telefono, non c’erano novità. Poi a fine gara mi hanno informato che era nato».
 Veniamo alla partita. Da cosa ripartire in proiezione Virtus Bergamo?
«Dal passaggio del turno. Meritato e ottenuto contro una squadra organizzata. Certo, potevamo andare sul 3-1 e i due gol presi possono apparire come fulmini a ciel sereno. Però la squadra ha reagito e questo è l’aspetto più importante».
 Dunque, che Mantova esce dalle due partite di Coppa?
«Sia con l’Axys che con la Pergo ci siamo un po’ complicati la vita, ma la risposta è stata positiva. Quindi, per rispondere alla domanda, direi che esce un Mantova fortificato».
 Ora però è tempo di campionato...
«Tutta un’altra cosa. Bisogna sbagliare il meno possibile e partire bene».
 Intendi con una vittoria?
«Esatto. Io non ho idea di come sia questo girone perchè ho sempre giocato al Sud. Ma il nostro obiettivo devono essere sempre i tre punti, in casa o in trasferta. Partire con un successo darebbe un segnale forte a tutti».
 Hai già notato differenze rispetto alla D che hai conosciuto al Sud?
«Qui al Nord le squadre mi sembrano ben organizzate sia tecnicamente che tatticamente, oltre che strutturate fisicamente. Cambia il fattore ambientale: al Sud si avverte maggiore pressione, anche se una volta era pure peggio».
 In difesa avete giocato a 3 e a 4: preferenze?
«A 4 sei meno esposto alle ripartenze degli avversari. Però i principi sono gli stessi: il mister ci chiede di attaccare l’uomo vicino alla palla».
 La maggior parte delle quote è concentrata nel reparto arretrato: come vedi i giovani del Mantova?
«Sono ragazzi di prospettiva. Prendiamo Baniya: se diventa più “cattivo” può arrivare in alto perchè le qualità le ha. Come Borghetto, che vedo già sicuro di sè. Va detto che molti di loro fino a pochi mesi fa giocavano in Primavera e il passaggio in prima squadra non è mai semplice».
 Voi esperti come vi ponete nei loro confronti?
«Cerchiamo di dare i consigli che riteniamo più utili. Ma, a proposito di giovani, fammi dire una cosa su Riccò».
 Prego...
«Mi ha impressionato da subito. È solo un 2000 ma è già professionista: serio, maturo, con l’atteggiamento giusto per emergere. Mi dispiace tantissimo che si sia infortunato, ma voglio dirgli che lo aspettiamo presto».
 Domenica si parte. Obiettivo C?
«Bisogna essere realisti: la società ha fatto enormi sacrifici per questo obiettivo e noi abbiamo il dovere di centrarlo. Nascondersi sarebbe ipocrita». (gg)

Redazione Sport
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