Cronaca
Il primo cittadino si ritira fuori Mantova
Palazzi distrutto. Renzi chiama e lo invita ad andare da lui
pubblicato il 25 novembre 2017 alle ore 11:09
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Palazzi distrutto. Renzi chiama e lo invita ad andare da lui

Mantova Colpito e affondato, quantomeno nel morale. Il sindaco Mattia Palazzi da mercoledì mattina, quando i carabinieri si sono presentati a casa sua comunicandogli l’oggetto per cui è indagato dalla Procura virgiliana (e in ragione del quale gli hanno sequestrato tutti gli oggetti elettronici), si è dato assente. Chi lo conosce intimamente ne parla come di un uomo distrutto, persino incapace di parlare e camminare.È presto per pensare alla linea difensiva, non sapendo nemmeno da che cosa doversi difendere, nella assoluta convinzione di non avere commesso alcunché. Una concussione, riferiscono i suoi legali e i suoi intimi, che non lo ha mai visto parte agente, ma che contro ogni suo potere istituzionale e politico, e soprattutto contro la sua disciplina, è comunque diventata argomento di tutti, illazione sulla bocca di tutti – mediatica soprattutto. Da qui la decisione di sottrarsi a qualsiasi interferenza. Da ieri Mattia Palazzi è addirittura fuori città. Sterminata invece la catena di solidarietà da parte di larghe fasce della cittadinanza e dal mondo politico e istituzionale. Anche coloro che nella geografia politica gli sono più distanti non hanno mancato di partecipare al suo stato d’animo solidarizzando e auspicando che la giustizia faccia il proprio percorso dimostrando la sua estraneità ai fatti contestati. Una su tutte è la testimonianza che più lo ha toccato: quella del segretario e leader Pd Matteo Renzi che addirittura gli ha offerto disponibilità a ospitarlo nella propria casa.

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