Cronaca
Nel mirino i residenti dei comuni confinanti con la città
Gambarara, capolinea del rifiuto selvaggio
pubblicato il 2 novembre 2017 alle ore 11:40
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Alcuni dei sacchi abbandonati a Gambarara.

Mantova Chilometri di strada, e ogni poco, abbandonato, sul ciglio o sui marciapiedi, ecco spuntare un sacco nero o qualche cartone, quando va bene. Se va male, invece, vedi mobili di cucina e divani abbandonati. Una continua emorragia di spazzatura divenuta incontrollabile, malgrado gli sforzi di Mantova Ambiente e dell’amministrazione che non sa più dove collocare telecamere per multare i responsabili di questi abbandoni indiscriminati e impuniti. L’ultima lamentela (ma in astratto, senza individuare né responsabili né soluzioni) arriva dal consigliere comunale della Lega nord Massimo Zera che ha documentato con decine di fotografie questo stato di cose, che sembrerebbe ormai un eufemismo vezzeggiativo configurare come testimonianze dei soliti “furbetti della spazzatura”. Presa di mira quotidianamente è la strada Mantovanella che si inoltra da Gambarara verso altri comuni. In particolare Zera segnala queste manifestazioni di degrado e inciviltà fra la Mantovanella e via Maestri del lavoro, dove appena martedì aveva segnalato alla multiutility della raccolta decine di sacchi. «Ho qualche amico che lavora in Tea, e ho fatto presente la situazione. Sono passati, hanno raccolto, ma già stamattina (ieri, ndr) tutto era come prima. Davvero non si sa nemmeno più cosa fare e cosa dire. Sono i residenti dei comuni vicini? Sono gli extracomunitari? A cosa servono le telecamere, se non a prendere le targhe, mentre magari quelli ti
arrivano con il passamontagna?».
 

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