Cronaca
La nostra città in cima alla classifica di Ecosistema Urbano 2017
Mantova capitale dell'ambiente
pubblicato il 30 ottobre 2017 alle ore 12:46
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Mantova capitale dell'ambiente

Mantova La città più vivibile d'Italia? E' Mantova, che si piazza in cima alla classifica di Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente, l’annuale rapporto sulle performance ambientali delle città capoluogo, seguita nell'ordine da Trento, Bolzano, Parma, Pordenone e Belluno.  Rifiuti, mobilità, consumi idrici, rinnovabili, rigenerazione e rifunzionalizzazione degli spazi pubblici le "materie" in cui la nostra città insieme alle cinque che la seguono in questa graduatoria hanno raggiunto e superato gli obiettivi di raccolta differenziata dal decreto Ronchi del 1997 (obiettivi saliti al 65%): Mantova sfiora l’80% di raccolta differenziata e insieme con Trento figura ai primissimi posti anche per quello che riguarda la depurazione dei reflui e il contenimento delle perdite di acqua potabile dalla rete idrica (c’è un tasso di dispersione vicino al 20%), mentre Pordenone è sotto il valore fisiologico del 15%. Ancora Pordenone (che in tema di verde conta 29 alberi ogni 100 abitanti) e Mantova (32 alberi ogni 100 abitanti) sono nella top ten delle città più alberate. Bolzano, insieme a Mantova, è tra i centri urbani con la più estesa dotazione infrastrutturale per la ciclabilità. A Belluno e Bolzano tira una buona aria: in particolare la città dell’Alto Adige in dieci anni ha ridimensionato del 40% il peso delle polvere sottili. La coda della graduatoria ambientale urbana quest’anno vede Enna (104), Brindisi (103), Viterbo (102). Nelle ultime venti posizioni, si trovano anche Napoli (86) e Roma (88) ciclicamente vittime dell’emergenza smog e rifiuti.
Sul fronte aria, per il Pm10 tra 2015 e 2016 scendono da 49 a 36 i capoluoghi che superano per più dei 35 giorni consentiti dalla normativa nell’arco dell’anno il tetto massimo delle polveri sottili. In 6 città si va addirittura oltre il doppio dei giorni di superamento (erano 21 nel 2015) con record negativi a Torino, Frosinone e Milano. Stabili da un anno all’altro le città (sono 26) con situazioni critiche per il biossido di azoto, dove almeno una centralina ha registrato medie annue superiori ai 40 microgrammi/mc.

 

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