Cronaca
L’ultimo Bonaparte nel capoluogo gonzaghesco
A Mantova per due giorni la 2ª campagna napoleonica
pubblicato il 30 ottobre 2017 alle ore 11:22
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Charles Bonaparte e gli amministratori Rebecchi, Nepote e Portioli

Mantova Meno invasiva e assai più pacifica di quella del 1799 la “seconda campagna” napoleonica che ha portato in città le rappresentanze di una cinquantina di città europee che hanno un minimo comun denominatore: un trascorso napoleonico. Tra venerdì e ieri, sindaci e rappresentanze istituzionali si sono ritrovate nella città gonzaghesca, con tanto di convegno alla Fum tenuto da docenti di altissimo livello, fra cui uno venuto appositamente dalla Sorbona. A reggere le fila dell’iniziativa è stato Charles Bonaparte, discendente dell’imperatore francese (per la verità, ammette di derivare dal fratello dell’eroe còrso), sul cui nome si fonda la “Federazione europea delle città napoleoniche” nata nel 2004, che raggruppa 60 città in 13 paesi, dal Portogallo alla Russia. Tutti luoghi, questi, che condividono un passato comune: la figura di Napoleone Bonaparte e la sua enorme eredità storico-culturale.

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