Provincia
A Casaloldo task force dei Cc
Come schiavi nei campi, caporale finisce in manette
pubblicato il 10 agosto 2018 alle ore 11:40
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Come schiavi nei campi, caporale finisce in manette

Casaloldo Quando sono arrivati, gli agenti e i militari della task force dell’Alto Mantovano hanno trovato i braccianti al lavoro nei campi, intenti nella raccolta e nella coltivazione di ortaggi e simili. Ma le forze dell’ordine sapevano che in quegli appezzamenti di terreno nel territorio del comune di Casaloldo qualcosa non andava. E infatti la teoria della task è stata confermata dalle testimonianza dei braccianti che erano al lavoro. Braccianti che hanno spiegato a carabinieri, polizia locale e ispettorato del lavoro come fossero costretti a lavorare ore e ore sotto il sole cocente, in condizioni precarie e soprattutto con paghe miserevoli. Non solo. A quanto pare le forze dell’ordine avrebbero trovato anche diverse irregolarità in quanto a contratti di lavoro e presenza legale o meno di braccianti in Italia. Alla fine per l’imprenditore agricolo che si occupava della conduzione e della coltivazione dei terreni, sono scattate le manette con l’accusa di caporalato. Ad arrestarlo, i carabinieri. A quanto pare i terreni non sarebbero di proprietà dell’arrestato ma di un soggetto terzo: l’uomo tratto in arresto si sarebbe occupato solamente della coltivazione e della conduzione degli appezzamenti. Dopo le formalità di rito l’uomo è stato trattenuto e questa mattina è atteso debba affrontare il processo in tribunale a Mantova. Si tratta di una nuova operazione della task force per la legalità istituita nell’Alto Mantovano dalla Prefettura, che comprende carabinieri, polizia locale, ispettorato del lavoro e tecnici di vari enti quali Ats, Inps e via dicendo. La task force, coordinata dal maggiore  Simone Toni, comandante della Compagnia di Castiglione, dall’inizio dell’estate ha arrestato già diverse persone con l’accusa di caporalato. Operazioni, queste, che hanno ricevuto il plauso sia del comandante provinciale dei carabinieri  Fabio Federici sia del prefetto  Sandro Lombardi.

Giovanni Bernardi
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