Sport
Basket
Matteo Soragna si ritira
L'annuncio con una lettera pubblicata su La Giornata Tipo. Ha vinto uno scudetto e l'argento olimpico ad Atene 2004
pubblicato il 26 ottobre 2017 alle ore 19:14
immagine
Matteo Soragna si ritira

Mantova  Matteo Soragna si ritira. Lo ha annunciato con una lunga e toccante lettera pubblicata sul sito La Giornata Tipo, il portale di basket più seguito in Italia. Teo appende la canotta al chiodo dopo 30 anni di onorata carriera, di cui 24 spesi fra i professionisti. Nato a Mantova il 26 dicembre 1975, sposato con Lisa e padre di Cecilia, 11 anni, ha giocato la bellezza di 488 partite in Serie A e vestito le maglie di Cremona, Pistoia, Barcellona Pozzo di Gotto, Biella, Treviso, Orlandina e, per ultima, della Bakery Piacenza. Nel suo palmares ci sono uno scudetto, due coppe Italia e una supercoppa. Con la Nazionale ha vinto l’argento olimpico ad Atene 2004 e il bronzo europeo nel 2003. 
«Non è la prima volta - ha scritto Matteo su La Giornata Tipo - che mi guardo indietro a vedere quello che mi è successo, e non sarà nemmeno l’ultima. Però è la prima volta che lo faccio condividendolo ed il momento è quello giusto. Perché quando uno smette di giocare è automatico guardare al passato. Ho avuto la fortuna di cambiare tutto sommato poche squadre, la fortuna di essere stato allenato da grandissimi allenatori, di aver collaborato con dirigenti illuminati, di aver giocato al fianco di campioni, di aver giocato contro campioni. Ovviamente ci sono stati anche compagni di viaggio non proprio memorabili, alcuni li ho profondamente disprezzati, ma sono stati in un numero ampiamente inferiore rispetto alle persone di valore che ho conosciuto. C’è una cosa che spicca su tutte: mi sono divertito da morire». Soragna ha ripercorso le tappe della sua carriera cominciata a Mantova. «Sono felice - ha concluso la sua lettera - perché questa professione è un dono. Non è un lavoro, è scorretto chiamarlo così. Va affrontato con professionalità e impegno come un lavoro, ma non lo è. Non lo è perché noi possiamo scegliere in qualsiasi momento di smettere e andare a fare qualcos’altro. Ma chi fa qualcos’altro non può scegliere di smettere e andare a fare il professionista di basket. Questo è sempre bastato a farmi capire di essere (stato) un privilegiato. Tutto qui. Pace, Amore e Felicità».

Redazione Sport
Commenti