Provincia
Dal Comune un bando da 10 milioni
Flucosit, necessarie altre due bonifiche
pubblicato il 8 agosto 2018 alle ore 15:53
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Flucosit, necessarie altre due bonifiche

Asola Pronti, via. Ieri è stato pubblicato il bando per il secondo maxi lotto di bonifica alla ex Flucosit, il piccolo petrolchimico di Castelnuovo che, ormai non più in funzione da decenni, ora sta richiedendo anni di bonifiche e milioni di euro spesi dalla Regione per la pulizia prima dei terreni e in futuro anche delle acque delle falde che si trovano in zona. Il bando di gara pubblicato ieri, vagliato e approvato, prevede l’ingente spesa di poco meno di 10 milioni di euro: per la precisione, 7 milioni 985mila e 713 euro, cui va aggiunta l’Iva per un totale che sfiora i 10 milioni. Le aziende del settore interessate ad eseguire i lavori di bonifica potranno presentare le proprie offerte entro il prossimo 14 settembre, mentre le buste verranno aperte quattro giorni dopo. Conclusa tale fase e dopo la prevista conferenza di servizi, l’azienda aggiudicataria potrà procedere con l’allestimento del cantiere. Il grande intervento di bonifica prevede la stessa procedura che venne applicata anche per il primo lotto dei lavori: scavo dei terreni a diverse profondità, rimozione del materiale e successivo riempimento delle aree vuotate con terreni puliti. La profondità degli scavi verrà decisa di volta in volta in base agli esiti delle analisi sui terreni che verranno eseguite periodicamente. È previsto si passi da profondità abbastanza contenute, fino a tre o quattro metri di profondità. Con gli interventi del secondo lotto si andrà a completare la bonifica dei terreni del petrolchimico asolano. Ma rispetto al primo lotto, il secondo sarà più impegnativo. L’area di intervento è infatti più che doppia rispetto a quella sulla quale è stato eseguito il primo lotto. Anche nel caso della seconda fase, i terreni impregnati di rifiuti chimici valutati come pericolosi, verranno inviati ad aziende e appositi centri per lo smaltimento di tali materiali. I terreni classificati come non pericolosi, verranno accatastati in un’area appositamente confinata. A conclusione dei lavori quindi nella zona esterna alla Flucosit saranno presenti ben due colline dei veleni. La prima, esistente già da oltre un anno e contente la terra inquinata del primo lotto, di altezza pari a qualcosa come 13 metri. La seconda collina, costituita dai terreni avvelenati del lotto che partirà tra qualche mese, avrà altezza simile ma un’ampiezza ben maggiore, considerato che l’area di bonifica del secondo lotto è più che doppia rispetto all’area interessata dal primo lotto. Ma i lavori del secondo lotto prevedono anche altro, oltre al prelievo dei terreni inquinati. Nell’enorme area sulla quale si andrà ad intervenire infatti vede la presenza di diversi serbatoi e impianti in abbandono da quando l’impianto venne fermato ancora decenni fa. Naturalmente anche tali serbatoi e impianti verranno rimossi e trasferiti in appositi centri di smaltimento. Un lavoro immane, insomma, quello di pulizia dei terreni con cui l’ex Flucosit ha avvelenato i terreni da bonificare a Castelnuovo e quelli della bonifica nella vicina Valli di Mosio. Un lavoro immane che, se tutto andrà per il verso giusto, con l’inizio del 2019 vedrà l’installazione del cantiere e la rimozione degli inquinanti.

g.b.
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