Cronaca
I lavoratori scaricano i sindacati e si affidano a un legale
First Aid, pronta la class action
pubblicato il 25 ottobre 2017 alle ore 12:24
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L’ambulanza tappezzata di certificati lavorativi

Mantova Ventuno dei ventidue lavoratori di First Aid Italia si sono uniti e affronteranno la questione che li riguarda personalmente
con un avvocato. L’idea - spiegano dalla cooperativa - è quella di dare il via ad una class action: tra le questioni fondamentali ci sarebbe la richiesta di un’assunzione alle stesse condizioni attuali, senza passare dal jobs act, come sarebbe stato loro prospettato. La vicenda, come si ricorderà, riguarda il destino dei dipendenti di First Aid, azienda che ha perso la gara d’appalto dello scorso giugno per l’assegnazione dei
trasporti interospedalieri dei pazienti. I dipendenti - che sono 22, escluse le riserve - dovrebbero venire riassunti in base alla cosiddetta “clausola sociale”, ma di mezzo c’è un ricorso al Tar e un accordo, quello preso tra Uil, Fisascat e aziende subentranti, che - stando alla Cooperativa e alla Cigl - non sarebbe ancora stato reso noto. Per questo motivo i lavoratori hanno abbandonato il sindacato Fisascat (tutti tranne uno, rimasto con l’altro sindacato rimasto in gioco, la Uil), decidendo di organizzarsi per conto proprio, appoggiati dalla Cgil che però, a sua volta, la scorsa settimana ha abbandonato il tavolo delle trattative, lamentando le condizioni ingiuste proposte dal gruppo subentrante

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