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Il "genio" Vicenzi: "San Lazzaro, che carattere"
pubblicato il 3 ottobre 2017 alle ore 21:43
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Il "genio" Vicenzi: "San Lazzaro, che carattere"

Mantova «Domenica, durante il riscaldamento ho pensato: devo fare gol, devo farlo. Ho scagliato due volte la palla in rete. Poi la rete in partita è arrivata». Una premonizione vera e propria, quella di Giovanni Vicenzi, centrocampista di lungo corso del San Lazzaro. L’ex Mantova, Reno Centese, Marmirolo, Dak e Castel d’Ario, è approdato alla corte di mister Alessandro  Cobelli la scorsa estate proprio dai bianconeri, assieme all’altro ostigliese doc  Alessandro Gazzi, portiere titolare di questo San Lazzaro che vola: tre vittorie su quattro e primo posto in classifica. «A dire il vero il gol l’avevo già sfiorato - spiega  Vicenzi - nel primo tempo, con un tiro di sinistro da dentro l’area. L’ho presa troppo bene e non è entrata. Fosse stata più sporca, chissà...».  Poi la svolta: partita inchiodata sul 2-2 e quel rigore nel finale: «Curiosamente sono solo il terzo rigorista: i primi due sono  Salardi e  Tomasello, ma erano già usciti dal campo per infortunio. Se capiterà di tirarne altri non mi tirerò sicuramente indietro». Un tiro dal dischetto col... turbante. Sembrava quasi fosse uscito il genio della lampada di Aladino, a risolvere la partita a favore dei ragazzi di Cobelli. «La testa fasciata? Colpa di uno scontro di gioco - dice il centrocampista - mi hanno dato due punti di sutura. In campo le botte si danno e si prendono, è normale, ci sono abituato». Questo San Lazzaro stupisce, sta davanti a tutti. Dietro le sue spalle vere e proprie corazzate con budget fantasmagorici: «Calma e gesso. Adesso è presto per valutare il nostro potenziale, dopo quattro partite le squadre si conoscono ancora poco. Di sicuro non ci saranno vere ammazzacampionato come il Cazzago dello scorso anno, la situazione mi sembra più all’insegna dell’equilibrio. Qui al San Lazzaro ho trovato un gruppo fantastico, con un allenatore che sa come gestire il gruppo e i giovani, tutti cresciuti in casa. Un fatto importantissimo. E poi una cosa mi ha favorevolmente impressionato: prima di arrivare qui, tutti mi conoscevano per avermi incontrato nei derby. In campo ci siamo sempre fatti la guerra negli scorsi anni, ma da quando sono biancazzurro mi hanno subito accettato come uno di loro. E poi non ci mancano certo i giocatori di una certa levatura: Arduini, Tomasello, Salardi, Mazzali sono tutti giocatori che potrebbero militare nelle categorie superiori». Domenica c’è il Prevalle: «Squadra ostica, una trasferta su un campo difficile. Non ci tireremo indietro».

Luca Giacomelli
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